Termini Imerese, sciopero ad oltranza degli operai FIAT. Domani "marcia" su Palermo

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PALERMO, 13 SETTEMBRE 2011- Da stamattina alle sei, gli operai della Fiat di Termini Imerese (Pa...

PALERMO, 13 SETTEMBRE 2011- Da stamattina alle sei, gli operai della Fiat di Termini Imerese (Palermo) hanno posto in essere un sit in di protesta dinnanzi ai cancelli della fabbrica. Dopo di che, hanno provveduto ad occupare, simbolicamente, anche il municipio. Lo stato di agitazione è stato voluto dall'Ugl Metalmeccanici, al fine di “chiedere la tutela occupazionale di tutti i dipendenti del polo industriale e dell'indotto”.


Come sottolineano il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio D'Anolfo, e il coordinatore provinciale dell'Ugl Metalmeccanici di Palermo, Marcello Marino, ''abbiamo anche proclamato lo stato di agitazione, perche' il clima tra gli operai dello stabilimento e' di grande tensione: pur garantendo continuita' lavorativa per i dipendenti del sito industriale, il piano della Dr Motors non da' certezze sulla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali''.

 


Inoltre, è stato deciso per domani una “marcia” su Palermo, la quale avrà come meta Palazzo d’Orleans, sede del governo regionale. "Sciopereremo e protesteremo fino a quando non avremo risposte chiare", così ha dichiarato Vincenzo Comella della Uilm.


Comella continua spiegando che la scorsa settimana vi era stato un incontro tra il ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani e il governatore Raffaele Lombardo, al termine del quale era arrivato il via libera a cinque proposte di investimenti: “Esclusa la De Tomaso di Rossignolo, era prevalso il piano della Dr Motor di Isernia. Al suo fianco la Lima Group attiva nel settore degli elettromedicali e delle protesi sanitarie, la Biogen che opera nel ramo energetico e biomasse, Medstudios (produzione tv) e Newcoop (piattaforma logistica per la grande distribuzione). Queste aziende investiranno complessivamente 341 milioni di euro, ottenendo agevolazioni pubbliche per l'investimento pari a 67 milioni di euro (cui si aggiungeranno le agevolazioni regionali sull'occupazione e la formazione) e impiegheranno a regime circa 1.500 addetti”.


Un numero inferiore rispetto alle oltre 2 mila tute blu che impiegate, “Che succedera' agli altri? - Si chiede Comella- Siamo stanchi di apprendere le cose per sentito dire o solo attraverso la stampa. Domani vogliamo incontrare Lombardo perche' ci formalizzi il piano per il rilancio del polo industriale. Ci vuole un tavolo nazionale per capire come verra' gestita la transizione e quali saranno le garanzie degli occupati. L'8 settembre lo abbiamo chiesto formalmente ad dicastero dello Sviluppo economico, ma non abbiamo tuttora ricevuto risposta”.


Infine, il sindacalista ricorda che il 31 dicembre il Lingotto provvederà a rimuovere le insegne dell’impianto di Termini Imeresi, quindi , “Rimangono inoltre preoccupazioni per la tempistica del piano, perche' le produzioni saranno a regime solo nel 2016, e le assunzioni avverranno in modo graduale. Non c'e' piu' molto tempo. "E' necessario un vertice con Romani e Sacconi perche' dovranno spiegarci quali prospettive produttive, quali strumenti di garanzia e quali ammortizzatori sociali sono previsti".

Rosy Merola
 

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