Caso vaccini nel nord Italia: ammessi bambini irregolari ad Aosta, espulsi a Torino

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AOSTA - 2 MAGGIO Porte chiuse per quattro bambini al rientro a scuola dopo il ponte del Primo Maggio...

AOSTA - 2 MAGGIO Porte chiuse per quattro bambini al rientro a scuola dopo il ponte del Primo Maggio.


Succede a Torino nell’istituto comprensivo Sidoli nel quartiere Mirafiori a due bambini, un maschio e una femmina sui quali sono state applicate le disposizioni della legge Lorenzin sulle vaccinazioni.


La dirigente scolastica Elena Cappai ha notificato alle famiglie il divieto a presentarsi in classe fino a quando non saranno in regola con quanto stabilito dalla legge, ribadendo come questo “atto doloroso” sia imposto dalle norme. “La legge, in quanto tale, va rispettata”, afferma la dirigente.


Il procedimento era già stato avviato lo scorso 4 aprile, quando la preside aveva già reso noto alle famiglie attraverso una lettera che, a partire dal 2 maggio, i bimbi non avrebbero più potuto frequentare.


Stessa sorte per i figli di due famiglie residenti a Collegno, sempre nel torinese. L’assessore comunale alle politiche educative della cittadina Matteo Cavallone rende noto il fatto, ricordando come il rispetto della legge non sia solo una questione politica. “Per tutto l'anno abbiamo inviato ai genitori numerose sollecitazioni” – continua Cavallone – “L'Asl ci ha comunicato che, su 172 bambini iscritti agli asili comunali, due non sono stati vaccinati. E così procederemo come da normativa. Nei mesi scorsi abbiamo anche incontrato le famiglie".


Insomma, decisioni rigide, ma conformi alla legge e, in quanto tale, inevitabili. I bambini potranno tornare a scuola solo quando presenteranno un documento in grado di attestare la messa in regola con le vaccinazioni.

Il contrario succede ad Aosta, dove otto bambini non in regola con le vaccinazione sono state ugualmente ammessi negli istituti. Lo riferisce all'ANSA Stefano Minetti, presidente dell'associazione Pro libera scelta Vda.

"Nessuno si è assunto la responsabilità di non far entrare a scuola i bambini, anche a causa di un vuoto normativo", ha spiegato Minetti.

 

Rachele Fratini

Fonte immagine: torino.diariodelweb.it

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