• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Ucraina: ribelli pronti a ritirare le armi pesanti

Toscana

DEBALTSEVO (Donetsk), 18 FEBBRAIO 2015 - I separatisti filorussi annunciano ritiro delle armi pesanti, dando seguito agli accordi di Minsk. Intanto il presidente ucraino Poroshenko, in una telefonata con la Merkel e Putin, condanna l’attacco sulla città di Debaltsevo. [MORE]

Dopo le tensioni delle ultime ore, i separatisti filorussi hanno cominciato il ritiro delle armi pesanti dalle aree tranquille nel Donbass, così come prevedono gli accordi di Minsk. A confermarlo sono fonti del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica di Donetsk citate da Dan-news, l’agenzia locale dei ribelli. Dall’altra parte anche i soldati ucraini, stando alle testimonianze dei giornalisti, sono stati visti ritirarsi da Debaltsevo, importante snodo ferroviario circondato dalle milizie filorusse.

Eppure ieri gli stessi separatisti avevano detto che non esistevano i presupposti che dare seguito a quanto previsto dall’accordo e avrebbero ritirato le armi pesanti solo se Kiev avesse fatto la stessa cosa. "Il ritiro delle truppe da Debaltsevo sta avvenendo in modo pianificato e organizzato".Ad annunciare l'inizio delle operazioni, come riportano le agenzie russe, citando la sua pagina Facebook, è stato il membro del Parlamento ucraino e comandante del battaglione di volontari 'Donbass', Semen Semenchenko.

I militari dicono di aver ricevuto l'ordine per il ritiro dal comando alle 06.00 e si stanno dirigendo verso Artemivsk, a 40 km da Debaltsevo. Nella stessa città, aggiungono, rimangono ancora alcune unità delle forze ucraine e anche civili. Fonti militari dicono che il bombardamento della città da parte delle forze ribelli continua e non c'è un corridoio sicuro per l'uscita delle truppe e dei civili. "Ma i combattimenti su larga scala in strada proseguono e c'è stata anche una piccola battaglia tra carri armati" afferma il vice capo della polizia regionale Ilya Kiva.

Intanto il vicepresidente americano Joe Biden ha condannato le violazioni del cessate il fuoco in Ucraina orientale, imputando il tutto ai separatisti filo-russi e alle forze russe. Biden ha parlato ieri sera al telefono con il presidente ucraino Petro Poroshenko. In un comunicato la Casa Bianca afferma che "il vice presidente ha anche condannato con forza le azioni della Russia e dei separatisti filorussi, che hanno impedito l'accesso a Debaltsevo agli osservatori dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), il che permette ai ribelli di continuare senza problemi i loro attacchi". "Il vice presidente e Poroshenko si sono trovati d'accordo sul punto che se la Russia continuerà a violare gli accordi di Minsk, compresi patti firmati il 12 febbraio scorso, allora il prezzo da pagare per Mosca aumenterà", si legge ancora nel comunicato.

 

 

Giuseppe Sanzi