Un'allegra fin de siècle: Lina Wertmuller e il '900.

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RENDE (CS), 11 MAGGIO 2013. Un viaggio attraverso il '900 fatto di parole, musiche, canzoni è...

RENDE (CS), 11 MAGGIO 2013. Un viaggio attraverso il '900 fatto di parole, musiche, canzoni è quello che ci è stato proposto ieri al Teatro Auditorium Unical, grazie alla pièce Un'allegra fin de siècle, scritta, diretta e interpretata da Lina Wertmüller, con motivi musicali inediti scritti dalla stessa regista, composti da Lucio Gregoretti con Italo Greco, interpretati dall’ecclettica Nicoletta della Corte accompagnata al piano da Andrea Bianco.

Quello di Lina Wertmüller è nome che non ha certo bisogno di presentazioni: regista di fama internazionale (è stata la prima donna ad essere candidata agli Oscar), conosciuta ovunque grazie al suo stile dissacrante, grottesco e ironico, ha realizzato - nei momenti migliori della sua carriera - alcuni film dagli ormai proverbiali e lunghissimi titoli che sono entrati a far parte della cultura del Paese. Giusto per citare quelli più noti e riusciti ricordiamo Mimì metallurgico ferito nell'onore, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, Pasqualino Settebellezze, Film d'amore e d'anarchia…. Ma la Wertmüller è stata anche protagonista di tanta televisione (a iniziare da Il giornalino di Gian Burrasca, 1964) e teatro, eppure è la prima volta che si presenta sulla scena nelle vesti di attrice: a piedi scalzi, vestita di nero e con i vistosi e caratteristici occhiali.

Attraverso la sua voce rivivono molti degli avvenimenti che hanno attraversato il "secolo breve", dalle lotte delle suffragette fino agli eventi dell'11 Settembre 2001, con un occhio rivolto soprattutto ai tanti dittatori che hanno attraversato il secolo: da Mussolini a Stalin, da Hitler a Pol Pot, da Tito a Bin Laden. Sono molti gli uomini che hanno macchiato il ‘900 di tanto sangue umano versato, ma la Wertmüller si sofferma anche le donne che ciecamente li hanno amati e ne hanno condiviso il destino, in particolare con le figure di Claretta Petacci ed Eva Braun.

E dunque Un'allegra fin de siècle non è solo una rievocazione di dolori e sofferenze subite da milioni di innocenti, si ricordano anche piccoli avvenimenti, è un racconto che spesso si apre al grottesco (seppure con forme di molto mitigate rispetto allo stile che ne ha caratterizzate le pellicole) e ogni tanto affiora anche il sorriso, anche se in fondo resta forte il sapore dell'amarezza. E così il tragico lascia il posto all'ironico, e, qua e là, affiorano anche un certo qualunquismo e qualche banalità, ma anche queste note sono caratteristiche del mondo poetico della regista-attrice. Il cui racconto si chiude sull'immagine di un'infanzia violata ma non doma, e che, nonostante gli orrori, vuole - con tenacia - continuare a vivere, e infine affida alle note e alle parole di What a Wonderful World di Louis Armstrong il suo anelito di speranza in un mondo migliore.

L’ultimo appuntamento con Artau – Arti Assolutamente Urgenti (organizzato dal Cams dell’Università della Calabria con il sostegno della Fondazione Carical), lo spettacolo TONI SERVILLO legge Napoli, è stato rimandato a data da definire, ma probabilmente si dovrà aspettare fino a ottobre per vedere il grande attore sul palco del Teatro di Rende. (Foto da: www.newspettacolo.com).

Tommaso Spinelli.
 

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