Un business da 100 miliardi di euro l'anno: nasce un'associazione per promuovere il turismo medico
Salute Friuli Venezia Giulia

Un business da 100 miliardi di euro l'anno: nasce un'associazione per promuovere il turismo medico

giovedì 25 settembre, 2014

GORIZIA, 25 SETTEMBRE 2014 - Riceviamo e pubblichiamo
Un nuovo step nello sviluppo del turismo sanitario e non, verso l’Italia: un business che, secondo le stime, nel 2014 muoverà circa 100 miliardi di euro.
Nasce "Italian Association for Medical Tourism Development" (IAMT), l’associazioneno profit che si occuperà di promuovere le eccellenze medico-scientifiche, culturali, storiche e turistiche italiane in tutto il mondo. La Onlus, fortemente voluta dal medico odontoiatra fiorentino Francesco Martelli, fa parte di un più ampio progetto partito ormai da tempo e di cui il medico si è fatto promotore attivo, portando all’attenzione delle Istituzioni il fenomeno che ogni anno muove centinaia di migliaia di pazienti in tutto il mondo.

"Se non i primi - specifica Martelli - siamo certamente tra questi, a farci promotori, in quanto riconosciuta eccellenza odontoiatrica italiana per la cura innovativa della parodontite, di un progetto ambizioso, quanto concreto e fattivo, per attrarre il turismo medico verso il nostro Paese, e soprattutto per fare fronte unito assieme all'intero settore interessato direttamente o indirettamente, e riuscire a creare un modello di business italiano che possa funzionare, come negli altri Paesi stranieri, con le attese ricadute sull'economia nazionale, la crescita e lo sviluppo".

“Un Paese come il nostro - afferma Martelli, professore ordinario all’Università degli Studi di Genova e fondatore dell’Istituto di Ricerca Microdentistry - da sempre espressione di ottimo stile di vita, di buona e sana alimentazione mediterranea e, non meno, di eccellenza scientifica e culturale e di produzione di grande qualità ed innovazione, dovrebbe rappresentare, oggi più che mai, un forte polo di attrazione ed un 'must' per chi volesse abbinare il piacere di itinerari storici, artistici ed enogastronomici, a cure e terapie mediche all’avanguardia. Al turismo medico verso l'estero va dunque concretamente contrapposto un efficace piano di turismo medico verso l'Italia, con un programma di lavoro e sensibilizzazione nazionale e locale che coinvolga tutte le categorie interessate, allo scopo di favorire le cure in abbinamento alla cultura e alla ricerca”.

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E proprio in questo senso si sta muovendo la nuova associazione IAMT, nata per promuovere le eccellenze di tutti i settori con appeal internazionale presenti nel nostro territorio e incentivare il turismo sanitario verso le strutture italiane associate. Per il raggiungimento dei propri obiettivi, la Onlus si propone in particolare di organizzare eventi per sensibilizzare Enti e Istituzioni sull’argomento, promuovere il brand "Italia" all’estero e facilitare l’incontro tra offerta e possibili partners commerciali.

La prima,importantissimainiziativa, è dunque la presenza a Washington, dallo scorso 20, fino ad oggi, 24 settembrep.v., in collaborazione con IMI (Italian Microdentistry Institute),fra i protagonisti del 7° World Medical Tourism & Global Healthcare Congress, la più grande kermesse mondiale nel suo genere, che dà l’opportunità di stringere relazioni a livello internazionale fra tutti gli operatori del settore. Tra i partecipanti a questo evento di assoluta rilevanza, si trovano produttori di ultime tecnologie, Enti e Istituzioni statali e accademiche, strutture d’eccellenza, ospedali pubblici e privati, facilitators e tour operators: insomma tutte le realtà che gravitano intorno a questo business.

“La presenza dell’Associazione a Washington - precisa Martelli - è una tappa fondamentale per entrare fattivamente in relazione con i grandi operatori del settore ed aiutare lo sviluppo di questo modello in Italia. E’ un grande investimento per contribuire ad invertire il flusso turistico a favore del nostro Paese, dove sempre di più si sta diffondendo l’abitudine di andare a curarsi fuori per risparmiare, a scapito però della qualitàdei servizi offerti e quindi della propria salute”.

Numeri preoccupanti dicono infatti che nel 2009 gli Italiani che si recavano all'estero per "health tourism" erano circa 20mila; nel 2012 sono stati 184mila; e nel 2013 hanno superato quota 200mila. Un business milionario, che ha visto la rapida nascita di vere e proprie organizzazioni dedite a questo scopo e finanche di tour operators dedicati, che offrono pacchetti medico-turistici "tutto compreso".

“Alla luce dello status quo - conclude Martelli - è doveroso e necessario ripensare e rilanciare il sistema sanitario italiano con le sue tante eccellenze,a cominciare dauna sua più adeguata promozione all'estero. Il connubio tra strutture in grado di soddisfare la domanda attraverso un’altissima e comprovata professionalità medica e di ospitalità e le molteplici attrattive turistiche italiane, potrebbe riuscire ad invertire il trend e dare un motivo in più per soggiornare nel nostro Paese. Sono tanti i benefici che l'Italia potrebbe ricevere da questa auspicata inversione di tendenza del turismo medico, non solo direttamente e principalmente per il Pil e la Sanità, ma per l'intera economia e società".


Ufficio stampa Microdentistry


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