Unicef e World Food Programme uniti per i bambini del Sud Sudan

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AKOBO (SUD SUDAN) 30 MARZO 2014 - L'unione fa la forza e a volte salva anche la vita. Come in questo...

AKOBO (SUD SUDAN) 30 MARZO 2014 - L'unione fa la forza e a volte salva anche la vita. Come in questo caso, dove Unicef e World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite), hanno unito le loro forze per salvare la vita ai bambini e le famiglie nel Sud Sudan, vittime innocenti di un sanguinario conflitto

E' stata già avviata l'operazione per distribuire alimenti, acqua, vaccini e altri aiuti salva-vita. Tutto pur di contrastare in qualche modo una realtà che ha già provocato fin troppe vittime, il numero degli sfollati arriva a 700.000, di cui 379.000 sono bambini. L'unione delle due agenzie umanitarie è un atto d'amore per la vita, quella che costantemente, ogni giorno cercano di difendere da una realtà che talvolta è un pugno allo stomaco, una lama a doppio taglio per troppi innocenti costretti ad incassare i colpi, a subire una sofferenza senza precedenti proprio come ha dichiarato Jonathan Veicht, Raprresentante dell'Unicef nel Sud Sudan.

«I bambini e le famiglie in Sud Sudan stanno affrontando sofferenze senza precedenti, con preoccupanti sintomi di malnutrizione e malattie. Con la stagione delle piogge ormai alle porte, stiamo verificando ogni opportunità per impiegare rapidamente personale e aiuti salvavita nelle aree più difficili da raggiungere. In questo modo potremo evitare una catastrofe umanitaria

La vita non aspetta. Famiglie, bambini, hanno urgente bisogno di aiuto. Per questo le due agenzie hanno programmato 14 missioni in questo mese, mentre la prima zona abbracciata è stata Akobo, vicino al confine con l'Etiopia. «Il conflitto in Sud Sudan sta portando milioni di persone alla fame e complicando le operazioni di soccorso. Siamo profondamente preoccupati che la situazione possa peggiorare», ha dichiarato Chris Nikoi, Direttore del WFP nel Sud Sudan. «Dobbiamo muoverci velocemente per evitare una crisi ancora peggiore, visto l’arrivo della stagione delle piogge. I team mobili sono una risposta repentina e flessibile che stiamo utilizzando per raggiungere quante più persone possibile con assistenza umanitaria in un ambiente estremamente impegnativo.» 

(immagine da plan-italia.org)

Rossella Assanti 

 

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