Visita a Firenze di Carlo e Camilla: tra Slow Food, arte e Tresette

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FIRENZE, 3 APRILE – Si è appena conclusa la giornata di full immersion a Firenze di Car...

FIRENZE, 3 APRILE – Si è appena conclusa la giornata di full immersion a Firenze di Carlo e Camilla d’Inghilterra. Una visita all'insegna del gusto e dell'arte che ha letteralmente conquistato i reali, che hanno ampiamente apprezzato gli assaggi di cibo offerti dal presidio Slow Food negli incontri con i produttori delle zone terremotate.

Alla vigilia dell'udienza da Papa Francesco in Vaticano e della partenza dall'Italia, la girandola di incontri in riva all'Arno ha lasciato in dono a Carlo e Camilla prosciutto, pecorino di Pienza, paste di grano antico e tantissimi altri prodotti DOP, orgoglio dell’Italia nel mondo. La visita ha, di fatto, ingenerato l'idea di organizzare una settimana di Made in Italy a Londra per far conoscere le aziende agroalimentari delle zone terremotate del centro Italia: il principe di Galles ha, infatti, chiesto al presidente di Slow Food, Carlo Petrini, di organizzare questo evento promozionale, promettendogli il sostegno del suo Paese.

Un cappuccino e un giro tra i banchi di frutta e verdura del mercato di Sant'Ambrogio, una sosta a guardare i tagli di carne povera della macelleria ed un assaggio di pane “sciocco” hanno scandito la giornata: il principe di Galles, accompagnato dalla consorte, Camilla, si è trovato perfettamente a suo agio nel mercato più antico di Firenze, dove ha potuto ammirare i prodotti freschissimi ed a km zero.

Appassionato d'arte, il principe Carlo a Firenze ha poi voluto visitare l'Opificio delle Pietre Dure, il più famoso istituto di restauro al mondo. Poi, a Palazzo Pitti, ha potuto apprezzare le filature e le tessiture laniere italiane;lui che con il suo programma The Campaign for Wool, promuove la lana come risorsa naturale, rinnovabile ed ecosostenibile.

Ma forse l'evento più inatteso si è verificato a metà pomeriggio, prima di ricevere il premio "Uomo del Rinascimento 2017": il tresette “Reale” con quattro anziani alla Caritas di Firenze. Nessuno sapeva la lingua dell'altro, il principe neppure le regole. Eppure in qualche modo i cinque si sono trovati.

Emanuela Salerno

Fonte immagine: www.firenzetoday.it

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