11 maggio 2011: cronaca di un presunto terremoto annunciato che diede una grande scossa al Web

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Trento, 11 maggio 2011 - “Daje che domani se morimo tutti!” “Siete ancora vivi?&rd...

Trento, 11 maggio 2011 - “Daje che domani se morimo tutti!” “Siete ancora vivi?” “Non è che è caduto il colosseo e io non me ne sono accorto?”. Di questo, ma anche di tutt’ altro tono, le pagine che già da qualche mese popolano il Web, scandendo il count down verso il fatidico giorno X in cui, stando alle previsioni di Bendandi, un terremoto di dimensioni apocalittiche avrebbe dovuto distruggere Roma. E adesso che il fatidico 11 marzo 2011è finalmente arrivato, link, video e siti di ogni genere si moltiplicano di ora in ora tra scetticismo, paura e ironia generale.

Rimbalzano sulle bacheche di Facebook, accompagnati dai commenti più o meno sarcastici di chi si burla dell’ingenuità altrui, di chi tenta di rassicurare giovani e meno giovani che raccontano di aver passato un’angosciosa notte insonne, di chi mette tutti in guardia perché “non è ancora detto nulla, mancano molte ore alla fine della giornata”.

Un’esorcizzazione collettiva di quella che sembra la bufala dell’anno: nessuno ammette sia vera, ma pochi sembrano restare indifferenti a questa sorta di psicosi generale. E mentre i proprietari (principalmente cinesi) dei negozi del quartiere Esquilino, si prendono qualche giorno di ferie per motivi più o meno fantasiosi, lasciando solo saracinesche abbassate a far bella mostra di sé su giornali e servizi televisivi, moltissimi romani sembrano aver approfittato della bella giornata e dell’imminente presunto pericolo cataclisma per dedicarsi a gite fuori porta e picnic nei parchi cittadini. Gente riversata nei grandi spazi aperti quindi, strade meno animate del solito: intanto le ore passano e della scossa apocalittica, in onore della quale sono nate ben 9 milioni di cliccatissime pagine web, non c’è traccia.

Le rassicurazioni degli esperti, quindi, sono bastate fino ad un certo punto. Nell’era della comunicazione di massa, voci di corridoio e leggende metropolitane riescono facilmente a prendere il sopravvento sulle notizie ufficiali, rincorrendosi e accumulandosi tra i meandri di Internet. Nessuno ne resta fuori: sembra che tutti i cittadini della capitale (e non solo) sentano il bisogno di prendere posizione (scherzandoci su, facendo i dovuti scongiuri, o prendendo le precauzioni del caso) ; e quale modo migliore di un social network per esprimere il proprio punto di vista?

Il razionale con il video dello scienziato, il ben informato che si affida alla stampa per ripercorrere le ultime ore nella città eterna, il più burlone che fonda un gruppo per raccogliere i “sopravvissuti al terremoto di Roma”. Su una delle tante pagine create ad hoc, qualcuno insinua di aver sentito dei rumori; saranno i tuoi vicini, falso allarme risponde prontamente un altro. È come con la morte di Bin Laden o il matrimonio di William e Kate: eventi su piccola o grande scala diventano occasione di aggregazione e discussione. E le informazioni, tante, troppe, a cascata, da fonti che continuano a moltiplicarsi, non fanno che gettarci tutti in una confusione ancora più grande, aprendo un enorme spazio di comunicazione dove ognuno può dire la sua.

Che vi piaccia o no, la psicosi di massa è servita. Ora non resta che aspettare le ultime ore perché anche i più affezionati alla leggenda tirino un sospiro di sollievo,e di tutta questa storia non resti che un pretesto per farsi una bella risata … in attesa della comparsa di un nuovo argomento su cui tutti potremo dire la nostra. È proprio vero: quanto ci piace chiacchierare!

Simona Peluso

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