MILANO, 09 FEBBRAIO 2012- La Regione Lombardia, sembra essere tra le prime ad aver imboccato la strada indicata dal Premier Mario Monti, secondo cui l'articolo 18 non deve essere considerato più un totem. Infatti, domani sul tavolo del Pirellone sarà presentato il pacchetto di misure "per lo sviluppo e l'occupazione", rientranti nella legge che è stata denominata "Cresci Lombardia".
Come ha cercato di chiarire Roberto Formigoni, "Non è un'abolizione dell'articolo 18. Non è la Regione che fa contratti. Si tratta di misure che siamo pronti a introdurre per facilitare il dialogo fra le parti sociali in vista della contrattazione territoriale". Poi, in riferimento all'azione del Governo Monti sull'articolo 18, Formigoni aggiunge, "Non c'è nessuna gara, ma nemmeno la voglia di aspettare, perché siamo la Lombardia, la regione più produttiva d'Italia. Siamo attentissimi a quello che il governo nazionale fa, però abbiamo ritenuto che la Lombardia possa e debba fare di più". A dar man forte al presidente della Regione Lombardia, anche il vicepresidente leghista Andrea Gibelli, il quale chiede "flessibilità".
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Il nuovo pacchetto di misure, in sostanza, si presenta come un parziale superamento dell'articolo 18, "Garantire una indennità di terminazione, di durata e d'importo proporzionati all'anzianità di servizio del lavoratore, in cambio della rinuncia espressa da parte di quest'ultimo a qualsiasi rivendicazione giudiziale". Dovrebbe prevedere anche un risarcimento in caso di esubero, e addio all'impossibilità di licenziare senza giusta causa.
Oltre a ciò, "Cresci Lombardia", introduce anche "il principio del reclutamento su base territoriale degli insegnanti lombardi". L’articolo 7 del nuovo progetto di legge, infatti, prevede che a partire dall’anno scolastico 2012/2013 "le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali". Inoltre, "È ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, e le modalità di espletamento del bando di concorso sono definite con deliberazione della giunta regionale".
Questo sarà sicuramente un provvedimeto che farà discutere. Cgil già promette di dare battaglia, "Siamo nel campo dell’inciviltà", dichiara il segretario regionale della Cgil, Nino Baseotto, che continua, "Per noi è molto preoccupante la Lombardia deve rispettare l’autonomia delle parti sociali, non entrare a gamba tesa nella trattativa nazionale addirittura per farla saltare". Per il leader della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, "Si possono aprire degli spazi importanti. Non possiamo trattare tutti i lavoratori in modo uguale se le aree del Paese sono diverse. Parliamone fuori dalle ideologie". Tuttavia, aggiunge Petteni, "Se la Regione intende sostenere la contrattazione territoriale è assurdo che qualcuno tra sindacati e imprese voglia fare un passo indietro. La riforma del mercato del lavoro non si fa solo a Roma". Infine, per il consigliere regionale del Pd Stefano Tosi: «Sulla contrattazione territoriale bisogna evitare la confusione. Ci vuole un accordo con le parti sociali».
(Fonte: Corriere della Sera, La Repubblica)
Rosy Merola
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