Barcellona, Rajoy: "Il voto non si farà". 40.000 persone protestano in piazza

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BARCELLONA, 21 SETTEMBRE - “Il referendum non può essere celebrato, non è mai st...

BARCELLONA, 21 SETTEMBRE - “Il referendum non può essere celebrato, non è mai stato legale o legittimo, ora è una chimera impossibile”. Sono queste le parole del premier spagnolo Rajoy, che da giorni combatte contro l’organizzazione sull’indipendenza della Catalogna. Il voto era stato indetto per il primo di ottobre ma le autorità hanno effettuato un blitz per perquisire e arrestare i membri della fazione pro-indipendenza.

“Lo Stato ha agito e continuerà a farlo, ogni illegalità avrà la sua risposta. La disobbedienza alla legge è l'opposto della democrazia” ha continuato Rajoy ribadendo la sua ferma posizione contro il referendum sull’indipendenza.

Le sue parole hanno però avuto delle conseguenze: quarantamila persone si sono riversate in plaza de Caralunya a Barcellona, mentre altre mille marciano in centro a Madrid per protestare contro la dura linea del premier spagnolo. Non sono mancati i momenti di tensione e scontri con la polizia, ma la situazione sembra essere sotto controllo.

Nell’operazione sono stati arrestati quattordici uomini dell’amministrazione pro referendum, tra cui molti esponenti importanti come il ministro degli Esteri Olion Junqueras, il presidente del Centro delle telecomunicazioni Jordi Puignero e molti altri.

Anche dieci milioni di schede per il referendum sono state sequestrate in seguito a perquisizioni nei dipartimenti esteri, di economia, del lavoro, del welfare, degli affari sociali, delle telecomunicazioni, delle imposte e nella sede del governo di Barcellona. Nelle operazioni sono stati portati via anche altri documenti relativi al referendum.

«Logicamente lo stato deve reagire. Nessuno stato al mondo può accettare quanto stanno facendo: erano avvertiti, ha aggiunto, sapevano che il referendum non si può fare perché contrario alla sovranità nazionale e al diritto di tutti gli spagnoli di decidere cosa vogliono per il loro paese”, ha affermato il premier dopo il blitz da parte della guardia nazionale.

Chiara Fossati

immagine da tgcom24.it

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