Beppe Grillo: Renzi nella scuola di Siracusa "come Duce con figli della Lupa"
SIRACUSA, 6 MARZO 2014 - Il presidente del consiglio Matteo Renzi si è recato, nella giornata di ieri, presso la scuola intitolata a Salvatore Raiti, il carabiniere assassinato dalla mafia nel 1982, per incontrare le maestre e i bambini dell'istituto.
L'accoglienza del presidente si è rivelata particolarmente entusiasta da parte dei bambini della scuola, circa 800 tra elementari e medie, dal momento che hanno intonato un vero e proprio inno dedicato a Renzi sulle note di "Clap and jump", con queste parole: "Siamo felici…e ti gridiamo…da oggi in poi, ovunque vai, tu non ti scordar di noi. Dei nostri sogni…delle speranze…che ti affidiamo, con fiducia, a ritmo di blues. Le ragazze…i ragazzi…tutti insieme…alle tue idee e al tuo lavoro affidiamo il futuro". Il foglio sui cui era scritto testo della canzone è stato pubblicato anche su Twitter dalla giornalista di Agorà (Rai Tre) Cecilia Carpio.
Una scena che a Beppe Grillo ha fatto venire in mente i cinegiornali del regime di Mussolini e gli incontri con i figli della Lupa. Un comportamento che ha fortemente criticato con queste parole: “Renzie è stato messo lì per fare campagna elettorale permanente per le europee. Dice cose, vede gente e rompe i coglioni alle scolaresche in mondovisione. La scena del Venditore di Pentole che incontra i bambini delle elementari Raiti di Siracusa che lo ricevono allineati e addestrati con un coretto di benvenuto per concludere con ‘Matteo! Matteo! Matteo!’ ricorda, in peggio e in grottesco, gli incontri di Mussolini con i figli della Lupa“.
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Ma le polemiche sono arrivate anche da alcuni esponenti del Pd che hanno criticato soprattutto la pratica di insegnamento delle maestre dell'istituto, che non dovrebbero "imporre" ai bambini un orientamento politico, ma dare loro la possibilità di essere liberi di pensare.
La deputata Anna Ascani ha affermato: “La canzone dei bambini per Renzi è una pagina indegna. Il dirigente scolastico spieghi. Trovo che l’episodio della canzone cantata a Renzi stamattina a Siracusa sia sconcertante ed offensivo verso i bambini e le loro famiglie, verso la Costituzione e, suo malgrado, verso il presidente del Consiglio. La scuola è un luogo sacro, lo spazio di tutti, dedicato all’educazione e alla lotta alle diseguaglianze. Non può diventare, anche se per spirito di folklore e in buona fede, la versione ridicola di una propaganda completamente priva di senso, a prescindere dalla maggioranza politica incaricata del governo, tanto più sulla pelle dei bambini”.
Altri membri del Pd hanno, invece, difeso Renzi dichiarando: “Il linguaggio violento ed aggressivo di Beppe Grillo non si ferma neppure davanti ai bambini. Il commento pubblicato sul sito di Grillo, organo di informazione ufficiale del MoVimento 5 Stelle, dedicato alla visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi nella scuola di Siracusa è una vergognosa strumentalizzazione che non rispetta le più elementari regole di decoro e rispetto della privacy dei piccoli studenti”.
La risposta da parte di Matteo Renzi non ha tardato ad arrivare su Facebook per difendersi contro le accuse di Beppe Grillo: “Beppe Grillo è nervoso. Non vuole che io vada nelle scuole, mi vorrebbe rinchiuso nel palazzo. Ma io sto con gli studenti, le insegnanti, le famiglie e i sindaci. Mentre i suoi stanno fuori ad urlare con Forza Nuova. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!”.
Presa di mira soprattutto la dirigente scolastica del "Raiti" Angela Cucinotta che si appella alla "spontaneità" dei bambini in questa occasione speciale dedicata all'arrivo di Renzi: “Cosa rispondo a Grillo? Sostanzialmente nulla. Ciascuno è liberissimo di pensarla come vuole. Forse però ha dimostrato di conoscere poco i bambini, i ragazzi e la loro spontaneità, quella dei nostri alunni in modo particolare [...] Quanto alla canzone questa è stata il frutto di un laboratorio aperto e chiuso in un giorno e mezzo per la visita del premier. La nostra è anche una scuola di musica, qui si studia canto, vengono anche insegnanti esterni. Per i nostri ragazzi piccole composizioni per sottolineare occasioni speciali, come quella di oggi, ma anche per momenti diversi, come, ad esempio, il pensionamento di un docente, è la normalità. Quanto al testo che i ragazzi hanno tirato fuori con il coordinamento del professore Paolo Genovese che è il responsabile delle attività musicali della scuola, mi sembra spiritoso, coinvolgente, allegro e, ovviamente, lo condivido” .
L'episodio della tappa del "pellegrinaggio" di Matteo Renzi di scuola in scuola, nato con l'intenzione di stare accanto al popolo, e soprattutto ai bambini, rischia di ritorcersi contro al presidente, e le scuole dovrebbero evitare accoglienze troppo festose e "coreografiche", mantenendosi più discrete. Tanto più quando emerge in modo palese che un inno cantato da bambini perfettamente istruiti e allineati sia stato scritto ed elaborato dai loro insegnanti, lontano da qualsiasi forma di "spontaneità". Al di là delle polemiche da destra, sinistra e M5S e dei paragoni estremi, la scuola dovrebbe essere l'unico luogo sacro che ci resta e non diventare un posto dove si fa propaganda.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Valentina D'Andrea
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