Bimba morta di malaria a 4 anni, forse contratta in ospedale a Trento

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TRENTO, 5 SETTEMBRE - "Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver c...

TRENTO, 5 SETTEMBRE - "Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare", ha detto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

Aveva solo quattro anni Sofia Zago, di Trento, quando la malaria cerebrale, la forma più grave della malattia, le ha stroncato la vita. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plasmodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore. È morta nella notte tra domenica e lunedì all'ospedale di Brescia dove era stata trasferita d'urgenza dall’ospedale Santa Chiara di Trento. Mentre si cerca una possibile spiegazione, si ripercorrono le tappe della famiglia di Sofia in quei giorni, che no, non si era recata all'estero o in Paesi a rischio, ma in vacanza a Bibione, in Veneto.

Una zanzara finita nella valigia di un turista, è stata una delle prime ipotesi, poi l'attenzione si è spostata sul primo ricovero della bambina nel reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto, negli stessi giorni in cui erano ricoverati due ragazzini che avevano contratto la malaria in Africa.

"Dobbiamo accertare se c'è stato un contagio di sangue o se invece la malaria può essere stata contratta in altro modo", ha spiega la ministra. Lorenzin ha aggiunto che "prima di esprimere qualsiasi tipo di valutazione dobbiamo capire esattamente cosa è accaduto. Ed è il motivo per il quale invito tutti alla cautela nelle dichiarazioni, che ho già letto in alcune agenzie: prima di pronunciarsi, appena morta una bambina di quattro anni, cerchiamo di capire cosa è capitato". La magistratura di Brescia ha aperto un'indagine sull’accaduto.

Maria Azzarello

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