Calabria. Incendio in impianto smaltimento rifiuti, indagato società.
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Calabria. Incendio in impianto smaltimento rifiuti, indagato società.

giovedì 1 dicembre, 2022

Calabria. Incendio in impianto smaltimento rifiuti, indagato società. Nel cosentino si sprigionò nube giudicata inquinante da Pm

COSENZA, 01 DIC - Pericolo di inquinamento ambientale derivante dall'emissione in atmosfera di sostanze inquinanti e attività di gestione rifiuti in violazione alle prescrizioni imposte: sono questi i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Cosenza nei confronti dell'amministratore unico di Calabra Maceri e Servizi Spa, Attilio Pellegrini, di 58 anni.

Giuseppe de Marco, è stato notificato l'avviso di conclusione indagini effettuate dal Nipaaf, Nucleo Investigativo Ambientale del Gruppo Carabinieri Forestale e dai militari della Stazione Forestale di Cosenza sull'incendio divampato in alcuni capannoni nell'impianto di stoccaggio di contrada Lecco a Rende la notte del 21 maggio 2021. Il rogo, di vaste dimensioni, è divampato poco prima di mezzanotte in un capannone adibito allo stoccaggio e recupero rifiuti ingombranti e multimateriale e si è propagato ad un altro interessando una superficie di migliaia di metri quadrati.

L'incendio ha sprigionato una densa nube nera maleodorante che si è diffusa nell'atmosfera per una altezza di centinaia di metri e visibile a chilometri di distanza. Per domare le fiamme i Vigili del fuoco hanno lavorato diverse ore.

I rilievi e le indagini dei militari avrebbero evidenziato come all'interno dei capannoni e all'esterno dell'impianto erano state stoccate quantità di materiali, in particolare rifiuti ingombranti, balle di carta, cartoni, plastica e rifiuti metallici, in misura superiore a quella autorizzata ed in cumuli di altezza superiore ai tre metri consentiti e posti in alcuni casi in aree non autorizzate.

Anche all'esterno quantitativi di rifiuti plastici che occupavano aree in difformità a quanto previsto dall'autorizzazione sono stati raggiunti dalle fiamme contribuendo ad alimentare il rogo.

Le indagini hanno inoltre appurato che il sistema di contrasto alle fiamme non era dotato di un sistema di allerta automatico quali rilevatori di fumo e temperatura. Dai sopralluoghi e campionamenti effettuati congiuntamente ai tecnici Arpacal è stata accertata una compromissione e un deterioramento significativo dell'aria a seguito dell'immissione di elementi inquinanti, anche pericolosi, in atmosfera. (Ansa).

In aggiornamento

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