Caso Riina, Di Pietro: "Morte dignitosa deve essere interpretata nel modo corretto"

33
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ROMA, 06 GIUGNO – La sentenza della prima sezione penale della Cassazione, che ha accolto il r...

ROMA, 06 GIUGNO – La sentenza della prima sezione penale della Cassazione, che ha accolto il ricorso del difensore di Salvatore Riina, in cui richiedeva per l'assistito il differimento della pena o la detenzione domiciliare per motivi di salute, invocando il “diritto di morire dignitosamente” ha suscitato numerose critiche.

Antonio Di Pietro, in un’intervista a Radio Cusano Campus, ha affermato: "Parliamoci chiaro: da una parte la Cassazione ha detto una cosa ovvia, dall'altra ha detto una cosa che non condivido. Dire che anche Riina ha diritto ad una morte dignitosa è una cosa ovvia, ma che deve anche essere interpretata nel modo corretto. Morire dignitosamente non vuol dire che devi morire a casa, perché tutti i giorni muoiono persone in carcere. Morire dignitosamente significa che se sei malato devi avere un medico che ti cura, se devi fare un intervento chirurgico lo fai. Morte dignitosa vuol dire non farlo morire di fame o di sete, ma non vuol dire farlo andare a casa".

Inoltre, riguardo alla motivazione della Corte secondo cui la pericolosità di Totò Riina "debba considerarsi attuale in considerazione della sopravvenuta precarietà delle condizioni di salute e del più generale stato di decadimento fisico", l’ex magistrato italiano, ha dichiarato: "Non condivido quando la Cassazione dice che essendo una persona malata e anziana potrebbe non avere più quel grado di pericolosità sociale. Riina non è in galera perché è pericoloso socialmente oggi, ma perché deve scontare quello che ha fatto in passato".

Una posizione condivisa anche dal Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, il quale ha sottolineato: "Vorrei ricordare che il pubblico ministero Nino Di Matteo vive blindato proprio a causa delle minacce che Totò Riina ha lanciato dal carcere. Se non è un pericolo attuale questo, mi chiedo che altro dovrebbe esserci. Posso comunque assicurare che su questo punto saremo in grado di fornire motivazioni più stringenti proprio come ci viene chiesto"

 

 

Immagine da: ecodibergamo.it

Caterina Apicella

InfoOggi.it Il diritto di sapere