• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Procuratore Antimafia Roberti: "Riina è ancora il capo di Cosa Nostra"

Emilia Romagna

ROMA, 6 GIUGNO - "Totò Riina deve continuare a stare in carcere e soprattutto rimanere in regime di 41 bis". È quanto ha dichiarato il Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, nel corso di un'intervista al Corriere della Sera, e argomenta tale tesi spiegando che ci sono le prove per dire che il vecchio boss sia ancora il capo di Cosa Nostra.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del difensore di Riina, in cui si richiedeva per l'assistito il differimento della pena o la detenzione domiciliare per motivi di salute. Roberti afferma alla testata di non essere preoccupato di tale decisione: "Sono tranquillo, fiducioso che alla fine il Tribunale di Bologna ribadirà le nostre ragioni". "Si tratta - ha precisato - di un annullamento con rinvio, il Tribunale dovrà integrare la motivazione sui punti indicati dalla Cassazione e sono certo che a quel punto reggerà l'intero impianto".[MORE]

Il Procuratore sottolinea anche che non è stato mai negato che il boss corleonese sia affetto da una patologia pesante. "Sappiamo che ha due neoplasie e numerosi disturbi collegati, ma si tratta di uno stato di salute che può essere adeguatamente trattato nell'ambiente carcerario o con ricoveri mirati in strutture cliniche. Abbiamo la documentazione per dimostrare che viene curato in maniera idonea". Pone però l'accento sul fatto che il 41 bis assicura un livello di cure adeguato per il detenuto e ribadisce: "se per la Cassazione il carcere di Parma non è adeguato all'attuale stato di salute di Riina, è possibile trasferirlo in un altra struttura".

Roberti esamina anche un altro aspetto da non sottovalutare e tuona: "Vorrei ricordare che il pubblico ministero Nino Di Matteo vive blindato proprio a causa delle minacce che Totò Riina ha lanciato dal carcere. Se non è un pericolo attuale questo, mi chiedo che altro dovrebbe esserci. Posso comunque assicurare che su questo punto saremo in grado di fornire motivazioni più stringenti proprio come ci viene chiesto".

Luigi Cacciatori

Immagine da ilfattoquotidiano.it