Domani al Senato audizioni sull'Ilva

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TARANTO, 12 GENNAIO 2015 - La questione Ilva tornerà nelle discussioni del Senato domani, qua...

TARANTO, 12 GENNAIO 2015 - La questione Ilva tornerà nelle discussioni del Senato domani, quando ci saranno le audizioni da parte delle commissioni competenti: si tratta di una serie di passaggi obbligatori per rendere efficace il decreto Salva-Ilva, più volte ventilato dal Governo Renzi.

Le audizioni andranno avanti fino al prossimo Venerdì, 16 Gennaio: la prima audizione avrà come relatore Gnudi, l'ormai ex commissario straordinario dell'Ilva, che dovrà rendicontare su quanto fatto fino a questo momento e quali sono le difficoltà dello stabilimento da sanare subito per poter attirare nuovi investimenti da parte dei privati.

Il programma delle audizioni al Senato sull'Ilva

Nella giornata di domani, oltre a Gnudi, il Senato ascolterà Antonio Gozzi, in qualità di presidente di Federacciai: l'ideale sarebbe mantenere la produttività, garantendo così i posti di lavoro anche dopo il passaggio tra pubblico e privato. Il decreto Salva-Ilva prevede, infatti, che il polo siderurgico sia di proprietà di una newco il tempo sufficiente per completare i lavori di risanamento e le bonifiche.

Successivamente, nella seconda giornata di lavori, verranno ascoltati il procuratore di taranto Sebastio e quello di Milano Greco, in merito alle inchieste che hanno portato i dirigenti dell'Ilva in tribunale. Se Sebastio farà senz'altro riferimento al processo successivo all'inchiesta "Ambiente Svenduto", la Procura di Milano dovrà informare il Senato sui fondi sequestrati ai Riva.

Il denaro (quasi un miliardo e 200mila Euro) era stato sequestrato in quanto frutto di una operazione fiscale poco chiara: la Procura milanese aveva provveduto a sequestrare questi fondi e il Governo Renzi voleva renderli disponibili per il risanamento dell'azienda. La procedura, però, resta nel pantano, perché i legali dei Riva hanno presentato ricorso in Cassazione, nel tentativo di rientrare in possesso del capitale.

In questo lasso di tempo, il Governo dovrà anche dare un sostituto definitivo a Gnudi, dopo che diversi nomi si sono avvicendati tra le agenzie di stampa. Restano ancora sul tavolo la gestione dei rapporti con le banche (alle quali si potrebbe chiedere ulteriore credito vista la garanzia statale) e il coinvolgimento di Arcelor-Mittal (la multinazionale indiana è la più interessata ad acquisire l'Ilva e non solo a Taranto) durante il periodo di gestione di Fintecna.

(Foto wordpress.com)

Annarita Faggioni

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