Francia, ex Presidente Sarkozy a processo per corruzione

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PARIGI, 20 GIUGNO – Una prima volta assoluta per qualcuno che abbia ricoperto la carica di Preside...

PARIGI, 20 GIUGNO – Una prima volta assoluta per qualcuno che abbia ricoperto la carica di Presidente della Repubblica francese. Nicolas Sarkozy – Presidente dal 2007 al 2012 – è stato rinviato a giudizio a Parigi per corruzione e finirà dunque alla sbarra insieme all’avvocato Thierry Herzog e all’ex giudice Gilbert Azibert, a loro volta accusati di traffico di influenze e violazione di segreti professionali.

Secondo l’accusa, nel 2014 l’ex Presidente avrebbe cercato di ottenere informazioni da Azibert, magistrato della Corte di Cassazione francese, offrendosi in cambio di raccomandare il giudice per un incarico istituzionale nel Principato di Monaco (comunque alla fine mai concretizzatosi). Le informazioni richieste da Sarkozy avrebbero riguardato il contenuto di alcune sue agende che erano state precedentemente sequestrate nell’ambito di un altro procedimento giudiziario a suo carico, quello relativo allo “scandalo Bettencourt” (laddove furono scoperte intercettazioni telefoniche riguardanti finanziamenti illeciti alla campagna elettorale del Movimento Popolare da parte di Liliane Bettencourt, erede del colosso L’Oreal e fra le donne più ricche del Paese).

Si tratta dunque della prima volta che un ex n. 1 dell’Eliseo viene accusato di corruzione, ma non del primo processo in assoluto che lo riguardi. Lo stesso Sarkozy ha già avuto abbondanti problemi giudiziari: il primo fu l’affaire-Karachi risalente al 1995, quando, da ministro del bilancio, fu coinvolto in qualità di testimone assistito (potenzialmente un imputato) in una vicenda riguardante la firma di alcuni contratti di compravendita di armi tra l’allora governo Balladur ed i rappresentanti di Arabia Saudita e Pakistan. Successivamente, da leader di partito, sono cominciati i problemi relativi alla conduzione delle campagne elettorali: già nel 2007 si sospettò che Sarkozy avesse ricevuto illecitamente dei fondi dall’ex raìs libico Gheddafi, così come nel 2012, quando fu coinvolto nell’analogo caso “Bygmalion”. I procedimenti più risalenti nel tempo si sono praticamente tutti conclusi con sentenze di non luogo a procedere, essendo cadute le accuse nei suoi confronti; permane ancora, invece, quella del 2017, quando è stato rinviato a giudizio (ed è anche finito in custodia cautelare) per finanziamento illecito e traffico di influenze.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: it.euronews.com

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