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Gratteri, serve cultura che abbia coraggio denunciare male

Calabria > Catanzaro

Gratteri, serve cultura che abbia coraggio denunciare male. 'Stiamo vivendo un periodo in cui la gente é disorientata'
CATANZARO, 18 GEN - Piazza piena, nonostante il tempo inclemente. Gente di Catanzaro, dell’hinterland, ma arrivata anche dalle città calabresi più lontane dal capoluogo. È una folla di oltre mille persone quella che questa mattina si è stretta attorno alla procura di Catanzaro e al suo capo, Nicola Gratteri, finiti al centro di attacchi politici e non, dopo i 340 arresti dell’inchiesta Rinascita Scott. Quasi una piccola rivoluzione in Calabria, dove le manifestazioni di ostilità nei confronti dell’antimafia – civile o istituzionale che sia – sono quasi ordinaria amministrazione. L’ultima risale alla notte scorsa.

A Crotone, il poster che lo street-artist Frog ha dedicato al procuratore Gratteri in vista della manifestazione è stato vandalizzato nella notte, a poche ore dalla sua realizzazione. L’opera è stata strappata nella parte che riproduce il viso del procuratore. Uno sfregio, un messaggio di velata minaccia, che però non ha fermato la gente che oggi ha deciso di essere in piazza.


A Crotone, il poster che lo street-artist Frog ha dedicato al procuratore Gratteri in vista della manifestazione è stato vandalizzato nella notte, a poche ore dalla sua realizzazione. L’opera è stata strappata nella parte che riproduce il viso del procuratore. Uno sfregio, un messaggio di velata minaccia, che però non ha fermato la gente che oggi ha deciso di essere in piazza.

Il “comitato spontaneo di prossimità” che ha lanciato la manifestazione aveva fatto appello alla società civile per costruire uno “scudo etico” a difesa di “questi rappresentanti delle istituzioni nel loro impegno, a rischio della vita, per “liberare” la Calabria dal male peggiore che la soffoca, la stritola e la sottomette ogni giorno di più”. E la risposta c’è stata. Forse anche maggiore delle previsioni.

Giovani, studenti, famiglie, cittadini comuni, attivisti di associazioni antimafia come il Movimento Agende Rosse e Libera si sono presi una piazza senza bandiere, ma colorata di gonfaloni di Comuni e fasce tricolori dei sindaci, cartelli scritti a mano, striscioni. “Gratteri non si tocca” si leggeva su più di uno, “Infettiamoci di onestà” recitavano manifestini diffusi tra la folla, “La mafia non si combatte con la pistola ma con la cultura” hanno scritto invece gli studenti di un istituto della città.

Nascosti fra la folla, anche molti nomi noti del sindacato e della politica, inclusi il candidato governatore del centrosinistra, Pippo Callipo, e quello dei pentastellati, Francesco Aiello, mentre l’aspirante governatrice del centrodestra ha preferito “per evitare qualsiasi rischio di strumentalizzazione di osservare rispettosamente la manifestazione da lontano" pur sottolineando che “se fossi stata un privato cittadino oggi avrei lottato per essere lì in prima fila”.

Ma nessuno dei politici ha preso la parola dal palchetto improvvisato sotto il palazzo della vecchia procura di Catanzaro, dove il pool antimafia ha i suoi uffici. Al microfono, si sono alternati solo testimoni di giustizia, docenti, attivisti ed infine lo scrittore Pino Aprile, che ha letto un messaggio del procuratore. “La vostra presenza indica sete di giustizia sentita e non gridata o sbandierata – recita il testo - È solidarietà testimoniata anche con la presenza fisica”.

Una “presenza”, ha spiegato il procuratore nel suo messaggio, che si percepisce schierata a difesa di tutta la squadra della procura. “Senza questa squadra, potrei fare ben poco” ha affermato il procuratore. “In Calabria e non solo, stiamo vivendo un periodo in cui la gente è disorientata e non sa più a chi rivolgersi e in chi avere fiducia. Auguriamoci che il risveglio delle coscienze porti tutte le agenzie educative a lavorare, con maggiore impegno, per promuovere una nuova cultura che, tra l’altro, abbia il coraggio di denunciare il male e riportare fiducia in tutte le Istituzioni”. Notizia segnalata da (La Repubblica)