MILANO, 28 GIUGNO 2013 – Si allunga il triste elenco di aziende entrate nella morsa della crisi. Questa volta è toccato ad Ibm annunciare 355 esuberi. L'incontro in Assolombarda tra vertici e sindacati, non ha avuto esito positivo, concludendosi con la rottura delle trattative e, secondo quanto affermato dalla Fiom: «I vertici di Ibm si sono presentati con l'arroganza e l'intransigenza che caratterizza i padroni: nessuna alternativa ai licenziamenti». A causa di ciò, per la giornata di oggi, la sigla sindacale ha indetto uno sciopero di 8 ore con presidi davanti alle sedi del gruppo.
Come sostengono i sindacati, l’Ibm «ha chiuso il 2012 con 100 milioni di utile e per far crescere il valore delle proprie azioni alla borsa di New York ha deciso di tagliare i posti di lavoro», dicono i sindacati. In particolare, come puntualizza una nota congiunta Fiom-Cgil: «Per il nostro paese, il brillante piano della multinazionale si traduce in 355 esuberi che Ibm intende giocarsi così: dimissioni incentivate per 206 lavoratori, mobilità per i restanti 149, concentrati nell'area staff e prevalentemente (105 per la precisione) nella sede di Segrate (Milano)».
(fonte Adnkronos)
Rosy Merola
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