Il fallimento della politica

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ROMA, 26 GIUGNO - Un'immagine che resterà nella mente, quella che sta facendo il giro del mondo in ...

ROMA, 26 GIUGNO - Un'immagine che resterà nella mente, quella che sta facendo il giro del mondo in queste ore. Lo scatto della giornalista messicana Julia Le Duc, diventa il simbolo per una presa di coscienza politica, mediatica e sociale, dove in tempi di fuga e di speranza una delle tante storie, si è trasformata in tragedia.
Oscar Alberto Martinez Ramirez, 25 anni, insieme alla sua famiglia, la moglie Tania Vanessa Avalos e la piccola Valeria, come migliaia di nativi centro-americani, tentavano la fuga verso gli Stati Uniti, per evadere da una Terra Madre violenta e poco dignitosa. Arrivati in Messico, nelle scorse settimane, proprio a Matamoros, la cittadina più ad est della frontiera con il Texas, il valico ufficiale, mediante il ponte International Bridge, che collega a Browsville, dove a pochi chilometri di distanza c'è McAllen il centro di accoglienza e smistamento per gli immigrati, per poi chiedere il tanto sospirato asilo politico alle autorità americane. Era questo il percorso che voleva affrontare la giovane coppia, anche versando una cospicua quantità di dollari, circa 5.000, ma il passaggio sul ponte era bloccato. Un ponte che sovrasta le acque, apparentemente calme, in quel punto del Rio Grande.

 L'epilogo è davanti agli occhi di tutti, le parole escono a fatica, probabilmente nelle prime ore notturne della domenica appena trascorsa, Oscar e Tania, hanno tentato il tutto per tutto alla ricerca della libertà, ma il letto agitato del fiume è stato, per loro, fatale. La donna avvertendo la forte corrente è tornata indietro, mentre suo marito, che portava in braccio la figlia di appena due anni, imbragata nella sua stessa maglietta, ha continuato a nuotare, ma la forte corrente, non ha lasciato scampo. I due corpi sono stati ritrovati dalle autorità messicane, molte ore dopo, a faccia in giù, bloccati in un canneto fangoso. La bambina, ancora con le scarpine da tennis e la tutina rossa, con il braccio attorno al collo del padre e avvolta dalla sua maglietta nera, insieme al genitore, sono diventati il simbolo della tragedia dei migranti del Centro America, proprio come nel 2015, l'immagine del corpicino del piccolo Aylan, tre anni, giaceva immobile sulle spiagge turche di Bodrum, con il viso affondato nella sabbia, ne fu l'emblema per quella africana.

La linea dura di Trump sull'immigrazione, con la chiusura dei confini, inizia a preoccupare anche il Presidente stesso, dalla Casa bianca, c'è ancora silenzio sulla vicenda. Il ministro degli affari esteri di El Salvador ha intanto invitato le famiglie che tentano di migrare negli Usa di ripensarci: "Non rischiate". Si apprende dalle ansa statunitensi che gli agenti federali Usa che vigilano sulle frontiere hanno trovato quattro morti nei pressi del Rio Grande, al confine col Messico si tratta di una giovane donna, di due bambini e di un neonato. Il ritrovamento in una zona della Rio Grande Valley, in Texas, dove e' in costruzione una sezione del muro voluto da Donald Trump. Le autorita' affermano che le vittime sono probabilmente decedute per disidratazione ed esposizione all'eccessivo caldo. Il corpo di Oscar Ramirez e della sua piccola Valeria, verranno rimpatriati nei prossimi giorni.

 Quante storie di vita, di speranza, ancora si trasformeranno in storie di dolore? 

Laura Fantini 

fonte immagine euronews.com


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