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Il negativo è anche positivo, Bruno Munari

Toscana

CASTIGLIONCELLO (LI), 28 LUGLIO 2015 – Arte in movimento, colori dentro curve frattali, oggetti trovati, negativi-positivi, Proiezioni di luce… una mirabile selezione di opere uniche (trentasei) per la mostra Bruno Munari. La genialità tra regola e caso, ospitata presso la Galleria Granelli - in via Marconi 1d a Castiglioncello - fino al 30 luglio 2015. [MORE]

Il percorso espositivo proposto ripercorre le tappe significative della carriera di un maestro indiscusso del design e della grafica del secolo scorso, Bruno Munari, tra i fondatori del MAC (Movimento per l’arte concreta), nonché instancabile sperimentatore dai molteplici codici estetici, in grado di spaziare dalla poetica futurista degli esordi alla speculazione matematica, dalla comunicazione industriale alla pittura astratta, fino all’optical art, di cui è considerato a ragione il precursore, sempre in equilibrio tra regola e caso. Tale ultima espressione rimanda allo slogan coniato da Munari che, come ricorda Luca Zaffarano nel testo critico per il catalogo della mostra, «sintetizza in uno scritto - la regola e il caso - la formula necessaria ad allontanare l'arte astratta da un rigore algoritmico. L'idea è in realtà molto semplice, nasce dalla comprensione teorica che solo dall'equilibrio tra l'evento casuale (o in altri contesti intellettuali, dallo stimolo della fantasia) e la programmazione (la razionalità del pensiero) si può ottenere il massimo di espressività, attraverso un dinamismo di forze opposte che è forse la costante di maggior rilievo in tutta l'opera dell’autore». È frequente infatti nella sua ricerca il ricorso allo «schema duale del contrasto tra opposti», adottato, precisa Zaffarano, «persino nella denominazione stessa delle opere: si pensi ai negativi/positivi, al concavo/convesso, ai libri/illeggibili, alle xero-copie/originali, alle macchine/inutili o aritmiche».

In particolare, riguardo ai negativi-positivi, lo stesso Munari scriveva: «Questi oggetti a superficie piana dipinta si chiamano negativi-positivi perché ognuna delle parti che li compongono è autonoma, come i pezzi che compongono un motore; non esiste una parte che fa da fondo alle altre ma tutte insieme compongono l'oggetto. Se consideriamo invece una pittura astratta o narrativa vediamo che c'è un fondo colorato sul quale è sistemata la composizione» (da “Domus”, settembre 1952).

In Munari, insignito - tra gli altri - con il prestigioso Compasso d’oro ADI, dell’Associazione disegno industriale (nell’ordine, per il design, nel 1954, nel 1955 e nel 1979, mentre alla carriera nel 1995), «c’è sempre un aspetto di forte coinvolgimento - osserva ancora Zaffarano -, i suoi lavori inducono a provare, comporre, fantasticare, giocare, ironizzare, sorridere».

Un azzurro non è un cielo,
un verde non è un prato,
anche se dentro di noi questi colori
risvegliano sensazioni di cieli e di prati
”.
(cit. B. Munari)


Domenico Carelli

(Foto: courtesy Galleria Granelli, di B. Munari, “Negativo Positivo”, acrilico su tela cm 70x70 anno 1950-89; in evidenza, locandina mostra)