Infanticidio di Aymavilles, iniziano oggi le autopsie

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AYMAVILLES (AOSTA), 17 NOVEMBRE – È in corso l’autopsia sui corpi dell’infanticidio-suicidio ...

AYMAVILLES (AOSTA), 17 NOVEMBRE – È in corso l’autopsia sui corpi dell’infanticidio-suicidio verificatosi ieri ad Aymavilles, in provincia di Aosta, dove l’infermiera quarantottenne Marisa Charrère avrebbe ucciso, per mezzo di una iniezione letale, i suoi due figli di sette e nove anni, e poi si è tolta la vita. 

Sarà soltanto l’esame autoptico a chiarire quanto accaduto nell’alloggio di Aymavilles, nella notte tra giovedì e venerdì 16 novembre. Gli esami sono stati conferiti al radiologo Davide Machado e al medico legale Mirella Gherardi. Gli esperti hanno sessanta giorni per consegnare al Pubblico Ministero il loro parere tecnico-motivato. La Procura ha chiesto anche l’esame tossicologico. 

La donna, che lavorava come infermiera nel reparto di cardiologia presso l’ospedale Parini di Aosta, avrebbe prima addormentato i suoi due bambini con un sedativo e poi avrebbe praticato loro un’iniezione letale di potassio. L’ultima dose l’avrebbe riservata per sé. Si ipotizza anche che Marisa Charrère abbia reperito il farmaco letale proprio presso la struttura sanitaria dove prestava servizio. 

A scoprire tutti e tre i corpi privi di vita, è stato il marito della donna Osvaldo Empereur, nonché padre dei due bambini, rientrando dal lavoro poco dopo la mezzanotte. Sotto shock, l’uomo si è diretto a casa di alcuni vicini e ha detto loro che sua moglie aveva ucciso i suoi figli e si era tolta la vita. L’uomo ha avuto un forte crollo ed è stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Aosta. 

Le prime ipotesi investigative potrebbero dunque trovare riscontro nella medicina legale, dimostrando che Marisa Charrère si è macchiata di infanticidio, il crimine più aberrante e contro natura che gli esseri umani conoscano. Riguardo i fattori precipitanti alla base del drammatico gesto, la donna avrebbe lasciato alcune lettere ora al vaglio degli inquirenti. Nelle missive, come riportano i media locali, Marisa avrebbe parlato di “difficoltà della vita”, delle quali probabilmente sentiva un peso troppo grande. La donna è stata colpita da due lutti molto importanti: in giovane età ha perso suo padre in un incidente stradale, e nel 2000 è morto anche suo fratello Paolo mentre era al lavoro su una strada regionale di Cogne, addetto a sgomberare la neve. 

La comunità locale è sconvolta e attonita. Marisa viene ricordata come una donna dal carattere chiuso, ma si parla di lei come una brava persona e brava madre. In città parlano anche del rapporto che la donna aveva con suo marito e nessuno dei vicini li avrebbe mai sentiti litigare. I due, insieme ai loro figli Nissen e Vivien, per la comunità rappresentavano una famiglia modello. 

Luigi Cacciatori 

Immagine da tgcom24.mediaset.it

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