L'Aeronautica militare redarguisce La Russa per il suo abbigliamento troppo casual
Di tutto un po' Puglia Roma

L'Aeronautica militare redarguisce La Russa per il suo abbigliamento troppo casual

venerdì 5 agosto, 2011

 BARI- 5 AGOSTO-2011- “In piena facoltà, egregio Presidente, Le scrivo la presente, che spero leggerà...” Questo l’incipit della celebre canzone “Il Disertore” scritta da Boris Vian e tradotta in italiano da Giorgio Calabrese. Questa volta a scrivere non è il disertore che si rivolge all’autorità statale, ma scrive uno che le stellette sulle spalle le porta ormai da anni.[MORE]

E scrive al ministro della difesa Ignazio La Russa. L’autore della missiva è il generale Giuseppe Lenzi, consigliere nazionale dell’Associazione nazionale ufficiali Aeronautica militare. Il motivo della missiva non è la strategia di guerra o le divergenze in campo militare, ma si vola (è il caso di scriverlo visto che Lenzi è un ufficiale dell’Aeronautica) molto più basso, per una questione formale. Ma per l’arma azzurra la forma diventa sostanza e il generale Lenzi si rivolge al ministro per redarguirlo circa il suo abbigliamento inadeguato in alcune circostanze, specie in quelle militari. Il messaggio ha i toni di un richiamo severo e cita occasioni e date, in particolare il passaggio di consegne tra brigata Julia e brigata Folgore avvenuto in Afghanistan. La Russa in quello’occasione presenziò vestito in camicia azzurra col colletto slacciato, maglioncino col collo a “V” e pantaloni troppo ricadenti sui talloni. Un abbigliamento più adatto a “scambio si gagliardetti fra bocciofile” e “inqualificabile” come cita testualmente la lettera, inviata per conoscenza anche ai generali comandanti di brigata Julia e Folgore.


Il generale Lenzi non ha gradito l’abbigliamento troppo causal del ministro, che da sempre è abituato ad avere a che fare con un presidente del consiglio molto esigente da quel punto di vista, che vuole i ministri alle riunioni di gabinetto sempre impeccabili e con giacca e cravatta. Per La Russa evidentemente l’occasione di essere lontano da Palazzo Chigi è stata ghiotta anche per essere più in libertà. Tale licenza però gli è costata la severa lettera di richiamo vergata dal generale Lenzi, che fa appello al senso della Patria e del ministro, richiamato al senso dell’onore al Tricolore.


In un passaggio della missiva Lenzi si rivolge, tra le righe, alla Lega, protagonista in passato di episodi di vilipendio alla bandiera, quando Umberto Bossi in piazza S. Marco a Venezia affermò che con il Tricolore si sarebbe pulito il fondoschiena. Lenzi fa appello al senso del dovere e di onore al Tricolore di La Russa, invitandolo a presenziare, alle future cerimonie, in abiti più austeri.

 

Giovanni Dimita

Autore