L'omosessualità non è una malattia

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BOLOGNA, 1 DIC. – Sono ormai 36 anni che l’omosessualità non compare più c...

BOLOGNA, 1 DIC. – Sono ormai 36 anni che l’omosessualità non compare più come patologia nel DSM, Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders, lo strumento di classificazione dei disturbi mentali utilizzato da psichiatri e psicologi. Dalla quarta edizione del manuale, uscita nel ’74, è stata introdotta la categoria dei Disturbi dell'Identità di Genere, che include il ''malessere persistente riguardante il proprio sesso assegnato''. Nel 2010, però, c’è ancora qualche esponente del mondo scientifico che ritiene l’omosessualità una malattia e propone una cura, come lo psicologo clinico statunitense Joseph Nicolosi.

L’ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, in risposta alla diffusione di “informazioni tramite internet, stampa, editoria, sulle cosiddette terapie ‘riparative'”, ha elaborato un documento in cui prende le distanze da chi sostiene di poter fare guarire dall'omosessualità. “La scienza non classifica più l'omosessualità come malattia – si legge nel documento - ed evidenzia l'inefficacia di terapie volte a modificare l'orientamento sessuale dell'individuo, mentre segnala la necessità di aiutare a curare il malessere di coloro che soffrono per il proprio orientamento sessuale''.

Nel 2009 un report dell'American Psychological Association, ha evidenziato non solo l'inefficacia ma anche la potenziale pericolosità delle terapie ‘riparative’; la ricerca mette anche in luce il nesso tra stigma sociale dell'omosessualità e difficoltà dell'individuo ad accettare il proprio orientamento sessuale. La presidente dell'Ordine, Manuela Colombari, spiega che ''lo psicologo può intervenire solo come aiuto per affrontare un malessere persistente dovuto all'orientamento sessuale, qualunque esso sia''. Per questo, conclude Colombari, ''il professionista deve aiutare la persona a divenire consapevole di un eventuale conflitto, per aiutarla a comporlo e a trovare soluzioni autentiche per la propria vita, sempre più libere da condizionamenti inconsapevoli''.

Anche Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay, sostiene l'importanza “di una posizione scientifica chiara e fondata, che liberi il campo da fraintendimenti ed erronee interpretazioni dell'omosessualità''. Lo Giudice, intervistato sull’argomento, nella terza puntata di Opertv, la web tv dell'Ordine degli Psicologi, ha confermato l’ampia diffusione delle terapie ‘riparative’, precisando come ''non si tratti di un fenomeno estemporaneo, dietro di sè ha una precisa strategia, che mette in campo strutture e associazioni, come quelle dei genitori che chiedono di guarire i loro figli dall'omosessualità; c'e' in corso una vera e propria battaglia culturale, che noi speriamo di vincere anche grazie all'aiuto dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna''.

Cristina Reggini
 

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