La Vignetta InfoOggi: "LA RIFORMA GELMINI"

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LA VIGNETTA INFOOGGI - Crolla Pompei, franano montagne, la furia delle alluvioni si scatena sul nostro paese. Infuriano le polemiche sulle rivelazione di Wikileaks e in particolare sulla malferma salute del premier a causa di feste e festini. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, col suo elenco letto in “vieni via con me”, fa letteralmente a pezzi le idee strampalate della ex maggioranza su giustizia e intercettazioni.

In questo quadro già allarmante di suo piomba come un macigno la riforma di Mariastella Gelmini improntata sulla massimizzazione dei tagli alle scuole pubbliche.

Migliaia di studenti, professori, ricercatori scendono in piazza, presidiano i monumenti, occupano strade e ferrovie. La protesta esce dai confini nazionali e approda all’estero con clamorose iniziative come al CERN. I meritevoli salgono sui tetti e strillano a pieni polmoni.

La riforma fa inkazzare tutti e Mariastella insieme a Giulio e Silvio tirano dritti per la loro strada.

Non serve entrare nel merito di questa stupenda riforma, basterebbe semplicemente ascoltare la gente inferocita che ha paura della precarizzazione. Una intera generazione viene condannata al precariato sistematico e strutturale senza che nessuno l’ascolti. Tipico delle dittature.

La logica di questa riforma è dettata solo da esigenze di bilancio e dalla presunta necessità di tagliare i fondi a tutti i costi. Ma c’è di più, questo è un brutale tentativo di svuotare la scuola e l’università pubbliche per passare la mano agli affaristi privati che, come gli avvoltoi del terremoto, si lanceranno famelici sull’affare della formazione.

Pensiamo che si voglia, in piena consapevolezza, assassinare la scuola pubblica a favore della privata. Infatti i fondi per quelle si trovano sempre. Altro che premiare i meritevoli! Stiamo tornando a prima della riforma Gentile, stiamo tornando ad una impostazione ottocentesca: chi ha i soldi può studiare e progredire socialmente e chi non li ha dovrà fare lo schiavo con i contratti CoCoCo.

In questo paese manca una “vision” per la scuola e per l’università. Manca anche la “mission”. Manca un progetto di crescita civile. Forse dipende dal fatto di aver consegnato la politica (quella vera, quella che si occupa del bene collettivo) nelle mani di un ragioniere e di un affarista.

Cosa volete che sappia di scuola, di università, di ricerca uno che per tutta la vita ha fatto il faccendiere e si è arricchito senza ritegno né contegno, che è abituato a comandare e non a governare, che è circondato da yesmen e yeswomen. E poi, diciamocelo sinceramente, quando mai la cultura ha destato qualche interesse in un cafone arricchito.

Anche nella scuola secondaria è arrivata la catastrofe. A parte le classi di 32/35 studenti, a parte l’accorpamento delle scuole, a parte la soppressione di aule nelle zone disagiate, a parte la stretta nei conti che non permette neppure di pagare le supplenze, sentita questa chicca. Vogliono formare il Tecnico delle Costruzioni, Ambiente e Territorio (Il vecchio Geometra) e come fanno? Tagliano le ore delle materie professionali e cioè disegno, costruzioni, tecnologia delle costruzioni, topografia, estimo.

Per esempio, nel precedente ordinamento gli studenti apprendevano le tecniche del disegno manuale e CAD in otto ore a settimana di cui quattro in prima classe e quattro in seconda. Ora, col nuovo ordinamento di Mariastella, suggerito probabilmente da Topo Gigio, ne fanno cinque, di ore. Tre in prima e due in seconda. E così che si danno più competenze? Diminuendo le ore di addestramento? Sembra di essere in un romanzo di Kafka.

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