Le targhe dei maleducati e il diritto alla privacy

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28 GENNAIO 2015 Se vi viene voglia di postare su facebook o altri social la foto dell’aut...

28 GENNAIO 2015 Se vi viene voglia di postare su facebook o altri social la foto dell’auto della “bella testa” di turno parcheggiata su di un marciapiede o in terza fila davanti al ristorante, meglio pensarci su.

La tentazione ci sarebbe, difficile negarlo, ma la cosa potrebbe creare qualche "problemino", se la targa "incriminata" è ben visibile.

La targa e i numeri e lettere in essa contenuti sono infatti equiparabili a dati personali. Identificano l’auto e con essa il proprietario, a cui si può risalire agevolmente attraverso la foto della targa.

Secondo il Garante della privacy, la finalità encomiabile di informare sul malcostume non può andare a scapito della privacy. Un principio che vale anche per i giornalisti. Solo vigili, polizia, carabinieri, in una parola le “Autorità competenti” possono rendere pubblica l’ accusa di un illecito o comunque di un comportamento censurabile, gli “altri” no.
Se si diffondono fati personali altrui come quelli di una targa, può quindi sorgere una responsabilità di risarcimento nei confronti del titolare dei dati. E fin qui siamo nell’ambito della responsabilità civile. La responsabilità può invece essere addirittura penale se si dimostra che la pubblicazione voleva arrecare un danno o ottenere un ingiusto profitto.

Raffaele Basile

InfoOggi.it Il diritto di sapere