L'annuncio di Renzi sui social: "Ridurremo le tasse al ceto medio. Equitalia al 2018 non ci arriva"

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ROMA - In diretta su Facebook per l’appuntamento settimanale #Matteorisponde, il premier ha an...

ROMA - In diretta su Facebook per l’appuntamento settimanale #Matteorisponde, il premier ha annunciato l’intervento del governo volto a dismettere l’ente per la riscossione delle tasse.

“Stiamo riorganizzando le Agenzie fiscali” afferma Renzi, e aggiunge: “Al 2018 Equitalia non ci arriva. La riorganizzazione di questo sistema prevederà un modello del tutto diverso”. L’esecutivo mira a rendere il “sistema sempre più a disposizione del cittadino e non vessatorio verso il cittadino”. Il premier fa sapere che il ministro Padoan, la direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi e il responsabile di Equitalia, l’ad Ernesto Maria Ruffini, stanno collaborando alla riuscita del suddetto obiettivo. Renzi, in riferimento alla manovra 2017, rintraccia la priorità nell’alleggerimento del fisco sul ceto medio e le famiglie.

“Dobbiamo andare più nella direzione di dare una mano al ceto medio e alle famiglie”, continua il premier. E precisa: “Stiamo discutendo come, se attraverso le aliquote Irpef o un sistema fiscale diverso”. Ma l'esordio del dialogo del premier con i cittadini, iniziato alle 21:30 del 18 maggio e conclusosi un’ora dopo, ha visto un Matteo Renzi contro coloro che hanno affermato che in Italia ci sarebbe “una crisi dell’occupazione”. “Sul lavoro sarò duro e crudo”, ha commentato, “oggi si è fatto notare come il saldo positivo sia meno grande dell’anno prima: non ci sono meno posti di lavoro, ma questi sono cresciuti a un ritmo meno forte. Oggi alcuni siti internet dicono ‘rallenta l’occupazione': queste sono clamorose balle”.

A tal proposito Renzi precisa: “Gli incentivi hanno funzionato. Vedo dei musi lunghi per questo, ma il compito degli incentivi è agevolare le assunzioni e per questo hanno funzionato. Abbiamo avuto 353mila contratti a tempo indeterminato sui 398mila posti di lavoro in più”. Infine Renzi ha colto l’occasione per tornare a parlare del referendum confermativo per le riforme costituzionali del prossimo ottobre, dalla cui riuscita dipenderebbe la durata del governo. “Sabato ci sarà il lancio della campagna del sì”, ha ricordato, “con il sito ‘BastaunSì’“. “Io sono il primo ad avere l’interesse a parlare nel merito della riforma. – ha continuato Renzi - Se perdo è ovvio che vado a casa, questo vuol dire che contano più le idee piuttosto che una poltrona.

Vorrei vedere i commenti del giorno dopo, quando perderanno il referendum: ‘Questo referendum non era importante’. Noi siamo seri e diversi da loro. Noi non saremo mai aggrappati ad una poltrona”. All’accusa di aver creato una legge elettorale fascista, Renzi ribatte: “Le leggi fascistissime che sono andate dal ’24 al ’26 non sono una cosa su cui fare ironia, sono il simbolo della dittatura in questo Paese, che per venti anni ha avuto un atteggiamento vergognoso verso gli italiani. Ci si dovrebbe vergognare a usare parola fascista: c’è un livello oltre il quale non si dovrebbe scendere”.

 

Luna Isabella

(foto da ilcorsivoquotidiano.net)

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