Legno-energia, AIEL in audizione alla Camera: filiera strategica per crescita e competitività
Roma 30 aprile 2026 – La filiera foresta-legno-energia può diventare una delle leve per contribuire alla crescita dell’economia, rafforzare la competitività del sistema produttivo anche nelle aree rurali e montane e ridurre la dipendenza energetica dall’estero. È il messaggio portato da AIEL, Associazione italiana energie agroforestali, nel corso dell’audizione davanti alla X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del PIL tra il 1992 e il 2025.
Nel suo intervento, Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL, ha ricordato i numeri di un comparto che oggi vale oltre 4 miliardi di euro, con più di 14mila imprese e circa 72mila addetti, inserito in una più ampia filiera del legno che arriva a incidere fino all’1,6% del PIL nazionale e coinvolge oltre 300mila occupati.
Secondo AIEL, la prima svolta necessaria è nella gestione attiva del patrimonio forestale: migliorare l’utilizzo dei circa 783mila ettari già destinati alla produzione consentirebbe di aumentare di oltre 3 milioni di metri cubi annui la disponibilità di legname, senza consumare nuovo suolo.
Un potenziale oggi in larga parte inutilizzato che, se attivato, permetterebbe di rafforzare l’offerta nazionale, ridurre le importazioni e generare valore lungo tutta la filiera.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema fiscale. L’Associazione ha ribadito la necessità di rendere strutturale l’IVA sul pellet al 10%, misura che negli ultimi anni ha dimostrato di contenere i costi energetici per milioni di famiglie, favorire l’emersione del sommerso e sostenere la domanda. In un Paese che è il primo consumatore europeo di pellet ma dipende ancora in larga parte dalle importazioni, una fiscalità stabile viene indicata come condizione essenziale per attrarre investimenti e rafforzare la produzione nazionale.
AIEL ha inoltre evidenziato gli effetti moltiplicativi della filiera: crescita del PIL attraverso l’aumento della produzione interna, nuova occupazione nelle aree rurali e montane, maggiore coesione territoriale e benefici ambientali legati alla gestione attiva dei boschi, dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla riduzione del rischio incendi.
Tra le proposte avanzate alla Commissione: oltre alla stabilizzazione dell’IVA, incentivi alla gestione forestale, sostegno alla filiera nazionale legno-energia, promozione di modelli aggregativi tra imprese e investimenti in logistica e digitalizzazione.
“La filiera foresta–legno–energia – ha ribadito nel corso dell’audizione la direttrice Paniz – andrebbe vista e valorizzata come una vera e propria infrastruttura industriale diffusa, capace di generare valore economico, occupazione e sicurezza energetica. Un’opportunità concreta per trasformare una risorsa naturale già disponibile in un motore di crescita stabile per il Paese”.
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