PAVIA, 07 AGOSTO 2013 - “L’odontoiatria italiana è in fase di cambiamento ma la prestazione resta sanitaria. Non si confonda la gestione dello studio con il rapporto con il paziente”, a dichiararlo il Dott. Giuseppe La Torre, in una lettera aperta.
L’Odontoiatria è, in Italia come nei principali Paesi industrializzati, una libera professione. Rimarrà presumibilmente tale perché tutti i sistemi sanitari hanno problemi di sostenibilità economica e non si intravedono spiragli di ottimismo nell’ambito della sanità pubblica: il welfare sanitario non si cimenta con l’Odontoiatria, in prima istanza per ragioni economiche. [MORE]
Viviamo una situazione paradossale: da una parte una richiesta assistenziale molto alta, e la consapevolezza che l’erogazione di prestazioni adeguate potrebbe essere propedeutica ad una ulteriore crescita della domanda; dall’altra, un esubero di Odontoiatri disoccupati o sottoccupati, con le conseguenti connotazioni negative, che in un quadro dinamico di politiche volte a favorire la soddisfazione del bisogno di salute orale potrebbe rivelarsi una risorsa: sia come risposta ad una richiesta socio-sanitaria importante (molti sono i settori scoperti e molti i programmi assistenziali immaginabili), sia come valore economico aggiunto (il settore odontoiatrico è un’importante componente dell’economia del Paese, genera posti di lavoro, alimenta i comparti industriale e commerciale, versa alle casse statali tasse e contributi).
Si percepisce, comunque, che l’Odontoiatria italiana sta affrontando una fase di cambiamento. Tra i nuovi scenari, si evidenzia da altri un elemento in grado di creare profondo turbamento: i “Fondi sanitari integrativi”. La recente normativa sui “terzi paganti” avrà due tipi di impatto: il primo sui volumi e le rispettive quote di mercato; il secondo, sulle modalità di esercizio professionale e di remunerazione (convenzioni, tariffe, rimborsi).
Solo con lo sforzo congiunto tra le Istituzioni, i Professionisti e le loro Associazioni si potrà concretizzare un qualche sviluppo equilibrato, orientato all’allargamento della domanda e alla soddisfazione delle necessità terapeutiche rimaste sinora escluse. Senza dimenticare che l’Odontoiatria è un settore in cui elevata è la soddisfazione del paziente finché riesce a mantenere col proprio Odontoiatra un rapporto personale e fiduciario, difficile da riscontrare laddove l’incontro col sistema diventa burocratico ed anonimo (server, franchising ed altro).
L’“alleanza terapeutica” è un valore da preservare e promuovere come elemento fondamentale del ruolo sociale della nostra Libera Professione, non disgiungendo da essa la natura sanitaria degli interventi erogati. Si cerca continuativamente e con sempre maggior accanimento di limitare l’Odontoiatria in ambiti commerciali da piccola impresa, che riguardano sicuramente la gestione amministrativa dei nostri Studi ma
non possono esser confusi con l’essenza della prestazione, indiscutibilmente di pertinenza medica e quindi assoggettata ai conseguenti obblighi etici e deontologici.
La nostra formazione professionale ci salverà e usciremo vincenti dal confronto con la concorrenza (sleale ma inadeguata) per ko tecnico. Piaccia o non piaccia alle realtà commerciali/finanziarie emergenti.
Dottor Giuseppe La Torre,
Presidente ANDIPavia e Vicepresidente ANDILombardia
Comunicato Stampa, ANDIPavia
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