Macerata, minacce al ministro Orlando. Lui: "Fascisti minacciano ma poi scappano"

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MACERATA, 8 FEBBRAIO - Nella giornata di ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha fatto ...

MACERATA, 8 FEBBRAIO - Nella giornata di ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha fatto visita ai feriti della sparatoria di Macerata dello scorso 3 febbraio. Una visita che non è piaciuta a tutti, tanto che un gruppo di esponenti di estrema destra avrebbe minacciato il ministro. Orlando si è sfogato così, pochi istanti fa, ai microfoni di Radio Capital: "Ci sono state minacce nei miei confronti e della mia famiglia, messaggi minacciosi. Per fortuna sono stato cresciuto dai comandanti partigiani che mi hanno insegnato che i fascisti non vanno tenuti in considerazione, al momento buono sono sempre scappati, non mi fanno paura". 

"È un clima - ha proseguito il ministro - che cresce da tempo, non c'è abbastanza riprovazione sociale di fronte ad alcuni atteggiamenti. Si è incominciato a discutere sul nesso tra immigrazione e questo atto di Traini, come se potesse trovare una giustificazione: se un nostro concittadino avesse fatto una cosa del genere all'estero, cosa sarebbe stato detto"?

Duro l'attacco di Orlando a Berlusconi e Salvini per le affermazioni fatte dopo il raid xenofobo di Macerata: "Si qualificano per quello che sono, degli irresponsabili. Dare una forma di giustificazione a un comportamento criminale e terroristico è un modo per sdoganarlo e dargli un valore politico, è un rischio enorme".

"Quest'anno - ha aggiunto Orlando - il numero degli stranieri presenti in Italia, dopo anni, è diminuito: sono più gli italiani andati all'estero che gli stranieri arrivati. Berlusconi cosa direbbe se anche gli altri Paesi rimandassero indietro i nostri concittadini? I fenomeni vanno regolati, certo, ma questo modo di ragionare disonora il Paese, la Costituzione e quella che pomposamente chiamano patria, che è una cifra di civiltà e di valori".

Claudio Canzone

Fonte foto: liberoquotidiano.it

 

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