Morto il ministro Gianni De Michelis: Laroni, negli ultimi giorni aggravamento

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VENEZIA, 11 MAGGIO - Era ricoverato da qualche giorno all'ospedale di Venezia, per il peggioramento ...

VENEZIA, 11 MAGGIO - Era ricoverato da qualche giorno all'ospedale di Venezia, per il peggioramento delle condizioni generali di salute, l'ex ministro Gianni De Michelis, morto oggi all'età di 78 anni. Lo riferisce Nereo Laroni, ex deputato socialista ed ex sindaco di Venezia. De Michelis non riusciva più ad alimentarsi, ed era stato necessario il ricovero. "Ero stato a trovarlo a casa l'ultima volta una quindicina di giorni fa - ha detto Laroni - e purtroppo non era più cosciente".

Biografia

Cresciuto in una famiglia metodista, De Michelis, dopo aver avuto simpatie adolescenziali e giovanili monarchiche, missine e infine radicali, aderisce da studente universitario al Partito Socialista Italiano nel 1960, e nel 1962 diviene presidente dell'UGI, movimento universitario di sinistra, e si occupa di politica universitaria ricoprendo cariche nell'Unuri

Nel 1963 si laurea in chimica all'Università degli Studi di Padova e inizia subito l'attività accademica, prima come assistente e poi come professore incaricato, divenendo infine professore associato di Chimica nel 1980 presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Dopo un lungo periodo di aspettativa dovuto agli impegni politici ed istituzionali è tornato all'insegnamento universitario dal 1994  fino al 1999.

Attività politica nel PSI
Nel partito si colloca successivamente all'interno della corrente di sinistra del partito, Alternativa Socialista, guidata da Riccardo Lombardi.

Componente della direzione socialista sin dal 1969, e poi responsabile dell'organizzazione, nella sua attività di partito viene considerato uno dei discepoli di Riccardo Lombardi, e con lui nel 1976 appoggia l'elezione alla segreteria di Bettino Craxi, di cui rimane sostenitore anche dopo l'abbandono di Lombardi della sua stessa corrente, guidata da Claudio Signorile, e diviene membro della direzione nazionale del partito per tutta la durata della segreteria Craxi, nonché presidente del gruppo socialista alla Camera tra il 1987 e il 1988 e vicesegretario nazionale del partito tra il 1993 e il 1994.

Carriera nelle istituzioni e nel governo
La sua esperienza nelle istituzioni inizia come consigliere e assessore all'urbanistica del Comune di Venezia (1964); in seguito è stato deputato alla Camera (dal 1976 al 1994), Ministro delle partecipazioni statali (dal 1980 al 1983), Ministro del lavoro e della previdenza sociale (1983-1987), vicepresidente del Consiglio dei ministri (1988-1989) e infine Ministro degli affari esteri (dal 1989 al 1992).

Da Ministro del lavoro e della previdenza sociale deve fronteggiare le critiche al taglio dei punti della scala mobile e il conseguente referendum abrogativo del 1985 promosso dal PCI.

Nella sua carriera da ministro degli Esteri, durante la quale hanno luogo gravi e storici avvenimenti a livello internazionale quali la caduta del muro di Berlino (1989), la prima guerra del Golfo (1990-91) e la dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991), è impegnato assieme ai vari governi italiani nel processo di unificazione continentale - in particolare durante la presidenza italiana del Consiglio europeo nella seconda metà del 1990 - che porta nel 1992 al Trattato di Maastricht, di cui De Michelis è uno dei firmatari.






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