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'Ndrangheta: operazione Platinum-Dia, 33 le misure cautelari

Piemonte > Torino

TORINO, 05 MAG - Nell'ambito dell'operazione 'Platinum-Dia' contro la 'Ndrangheta, sono 33 le misure cautelari in carcere emesse dai Tribunali di Torino e Costanza (Germania) nei confronti di altrettanti soggetti. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione mafiosa all'associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Contestati anche i reati di riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.

"Una complessa operazione iniziata nel 2016, che accentua l'attività di alcuni imprenditori che gestivano affari per la locale di Volpiano con società e attività imprenditoriali", sottolinea il procuratore di Torino, Anna Maria Loreto. Oltre alle persone arrestate, sono stati perquisiti ulteriori 65 indagati. Sequestrati beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali, per un valore di diversi milioni di euro. Le perquisizioni, ancora in atto, hanno permesso di rinvenire e sequestrare quattro pistole, due etti di cocaina, oltre 50 mila euro di denaro in contante e diversi beni preziosi.

"Il traffico internazionale che è stato smantellato con questa operazione è straordinario". Così il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, ha commentato l'operazione 'Platinum Dia' che ha smantellato una rete europea della 'Ndrangheta dedita, tra i numerosi reati, al traffico internazionale di stupefacenti. Trentatré gli arresti eseguiti, 98 le perquisizioni, tra Italia, Germania, Romania e Spagna. Sequestrati diversi milioni di euro.

La 'Ndrangheta, usa sistemi comunicazione criptati
La criminalità organizzata utilizza una rete di comunicazione criptata. E' quanto emerso dall'operazione 'Platinum-Dia' che ha smantellato una rete europea di 'Ndrangheta. "Si tratta di telefoni con protocollo encrochat e apparati con sistema criptato Sky Ecg - spiega il procuratore nazionale dell'antimafia Federico Cafiero De Raho - che costituiscono ormai gli strumenti ordinari di comunicazione, laddove a livello globale non si riesca ad avere una capacità di controllo di queste apparecchiature si ha una debolezza nel contrasto". "Credo - aggiunge il magistrato - che non solo a livello europeo ma a livello globale bisogna intervenire perché in questo settore è necessario che polizia e l'autorità giudiziaria possano intervenire per assicurare la garanzia della nostra democrazia". Alcuni di questi telefonini sono stati ritrovati durante l'operazione dentro una cassaforte in una base logistica della 'Ndrangheta in provincia di Alessandria.

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