Padova, violenze legate al controllo dello spaccio: tre arresti e un divieto di dimora
Le indagini della Polizia ricostruiscono una serie di aggressioni avvenute nel mese di marzo tra il capoluogo e la provincia. Quattro giovani sono destinatari di misure cautelari
La Polizia di Padova ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e un divieto di dimora in Veneto nei confronti di quattro cittadini tunisini di età compresa tra i 22 e i 27 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini, i giovani sarebbero coinvolti in una serie di aggressioni violente che gli investigatori collegano a contrasti per il controllo delle piazze di spaccio a Padova e provincia.
Le misure cautelari riguardano episodi verificatisi nel mese di marzo e caratterizzati, secondo la ricostruzione investigativa, dall'impiego di coltelli, mazze, bastoni e spray urticante. Le accuse dovranno naturalmente essere valutate nel corso del procedimento giudiziario e vale per gli indagati il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Le indagini sulle aggressioni avvenute a marzo
L'inchiesta avrebbe permesso agli investigatori di ricostruire almeno tre distinti episodi di violenza. Due aggressioni avrebbero avuto come vittime altrettanti connazionali che, secondo gli accertamenti, sarebbero stati a loro volta legati all'ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Un terzo episodio avrebbe invece coinvolto due giovani italiani che avevano concordato un incontro per questioni che gli investigatori ritengono riconducibili alla droga.
La successione degli episodi e le modalità particolarmente violente utilizzate hanno portato gli inquirenti ad approfondire i possibili collegamenti tra i diversi fatti.
Il primo raid davanti a un locale di kebab
Il primo episodio contestato risale al 2 marzo. Davanti a un locale di kebab, due persone sarebbero state raggiunte e aggredite utilizzando machete, coltelli, mazze e spray urticante.
Una delle vittime aveva riportato una ferita alla mano, mentre l'altra era riuscita a trovare riparo all'interno del locale, sottraendosi all'aggressione.
Nei giorni successivi uno dei due sarebbe stato nuovamente contattato con il pretesto di restituirgli un cane di sua proprietà. Anche in quella circostanza, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe preparato un nuovo attacco, al quale la vittima sarebbe però riuscita a sfuggire.
Lo speronamento sulla Tangenziale Nord
La tensione sarebbe ulteriormente aumentata il 21 marzo sulla Tangenziale Nord di Padova.
I due uomini, mentre viaggiavano a bordo di una moto, sarebbero stati raggiunti da un furgone condotto da uno degli indagati. Il mezzo, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe speronato la motocicletta, tentando prima di spingerla contro il guardrail e successivamente di investire le vittime effettuando una manovra in retromarcia.
Entrambi avrebbero riportato gravi fratture a seguito dell'episodio.
Poche ore più tardi sarebbero inoltre stati inviati alle vittime alcuni video nei quali venivano mostrate le gomme della motocicletta, rimasta sul posto, mentre venivano danneggiate.
L'aggressione del 23 marzo al distributore di benzina
Un altro grave episodio risale al 23 marzo e sarebbe avvenuto nei pressi di un distributore di carburante.
Due ventenni, dopo essere stati contattati attraverso i social network per un incontro che, secondo gli investigatori, sarebbe stato finalizzato all'acquisto di droga, si sarebbero trovati davanti a un gruppo composto da circa otto persone.
I due giovani sarebbero stati aggrediti con mazze e spray al peperoncino e, durante le violenze, sarebbero stati anche investiti da un Suv.
Per una delle vittime le conseguenze sono state particolarmente serie: il giovane ha riportato diverse fratture, con una prognosi di 87 giorni.
Tre custodie cautelari in carcere e un divieto di dimora
Alla luce degli elementi raccolti durante le indagini, il Gip del Tribunale ha ritenuto concreto ed elevato il rischio di reiterazione dei reati contestati, disponendo differenti misure cautelari.
La custodia cautelare in carcere è stata ordinata nei confronti di un 27enne, già arrestato nel frattempo nell'ambito di un diverso procedimento per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, e di un 24enne.
Analoga misura è stata disposta nei confronti di un 22enne che, nel frattempo, era stato espulso dal territorio nazionale e rimpatriato. Per un quarto indagato, un 26enne, il giudice ha invece stabilito il divieto di dimora in Veneto.
L'inchiesta punta ora a definire nel dettaglio responsabilità e ruoli individuali nei diversi episodi contestati. Il quadro delineato dagli investigatori descrive una sequenza di violenze che sarebbe maturata nell'ambito di contrasti legati allo spaccio di droga nel territorio padovano, con aggressioni e inseguimenti avvenuti nell'arco di poche settimane.
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