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Parcheggiatori abusivi e estorsione

Toscana

Pisa, 16 luglio 2012 -  La Corte di cassazione ha proprio nei giorni scorsi emesso una sentenza insolitamente “dura” nei confronti di chi esercita la “professione” di parcheggiatore abusivo. Quest’ultimo, anche se si limita a chiedere importi limitati di denaro per la presunta custodia dell’auto, incorre nel reato di estorsione, se accompagna tale richiesta con minacce anche implicite di danneggiamento dell’auto in caso di “insolvenza”.

La condotta intimidatoria del parcheggiatore, però, deve essere in qualche modo esternata, non potendo consistere in un semplice timore soggettivo dell’automobilista. La sentenza potrebbe avere positive ripercussioni sulla tranquillità degli automobilisti.

Non sempre, infatti, le forze dell’ordine riescono ad avere il necessario “rigore” per debellare la piaga dell’abusivismo di improvvisati e talvolta tracotanti parcheggiatori non autorizzati. Un atteggiamento troppo permissivista ha portato in parecchie città, specie nel sud del Paese, al proliferare della categoria degli “abusivi”.[MORE]

La reazione flebile di molti automobilisti a fronte di veri e propri ricatti, unita alla scarsa convinzione delle Forze dell’ordine e degli stessi giudici ha di fatto reso il fenomeno sempre meno governabile. Talvolta si tratta di persone più o meno “innocue” che cercano di sbarcare il lunario inventandosi un lavoro occasionale, ma spesso ci si trova di fronte a “personaggi” che riescono a metter su un vero “business” illegale, che poggia in gran parte sulla “leggerezza” o sui timori di molti automobilisti.

In passato, ci sono state delle azioni esemplari che hanno portato all’individuazione e condanna degli “abusivi” più temerari e tracotanti, ma si è trattato in genere di episodi che non hanno influito in maniera decisiva sul fenomeno. Ora, il precedente giurisprudenziale potrebbe condurre Forze dell’ordine e giudici ad avere la mano più pesante di fronte ad episodi di questo genere di estorsione, blanda e velata sin che si vuole, ma pur sempre estorsione.

Avv. Raffaele Basile