ROMA, 20 AGOSTO 2011 – A scendere in piazza contro la Manovra, anche i piccoli comuni che non si rassegnano a scomparire. Ad annunciare la manifestazione nazionale, prevista per il 26 agosto alle 14:00 davanti a Palazzo Chigi, l’Anpci (l'Associazione nazionale dei piccoli Comuni d'Italia), “Dobbiamo essere in tanti, per dare la spallata definitivamente all'articolo 16 della manovra, che ha deciso la fine dei nostri piccoli Comuni. I sindaci, che indosseranno la fascia tricolore e porteranno il gonfalone comunale, consegneranno le chiavi dei Municipi ai rappresentanti del Governo nazionale”. [MORE]
Il presidente dell'Anpci Franca Biglio, ha anche chiesto ai primi cittadini di chiudere il Comune e di esporre la bandiera tricolore a mezz'asta in segno di lutto, "Non è in gioco la nostra, ma la vita del nostro Paese. Vendiamo cara la pelle!".
Oltre alla suddetta manifestazione, per il 29 agosto è prevista a Milano un’altra mobilitazione dei sindaci e degli amministratori. Come si legge nella lettera di invito a partecipare, scritta dal presidente dell'Anci Osvaldo Napoli e dal coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni Mauro Guerra, “E' un'offesa intollerabile per migliaia di amministratori di piccoli comuni i cui ruoli di consiglieri comunali (17 euro lorde a seduta per 3-4 consigli all'anno, e che spesso vengono lasciate nelle casse dei comuni o devolute in assistenza) e di assessori (nei comuni sotto i mille abitanti l'indennita' di un assessore arriva alla esorbitante cifra massima di 130 euro lorde al mese, quando percepita), vengono indicati come uno dei piatti forti dei tagli ai costi della politica”.
Nella lettera si evidenzia che ''lo stipendio medio di un dipendente e' la meta' di quello di un dipendente ministeriale, in media c'e' un dirigente ogni 52 impiegati, contro un rapporto di uno a ventidue nei ministeri (1 a 14 nel Ministero dell'Economia, 1 a 7 nella Presidenza del Consiglio), nei piccoli Comuni dirigenti non ce ne sono”.
Intanto i piccoli comuni si ingegnano per non morire. Ad esempio, dalla Liguria parte l’idea di una secessione: i sindaci di Sanremo, Imperia, Ventimiglia, Loano e Finale, congiuntamente ai presidenti delle province di Imperia e Savona sarebbero intensionati a indire un referendum per accorparsi alla provincia di Cuneo, in vista di un ampliamento della regione Costa Azzurra francese. L’isola di Capraia (Livorno) che, secondo il censimento del 2001conta 333 abitanti, ha fatto sapere che, nel caso in cui il comune dovesse essere cancellato, gli abitanti preferiranno "andare con la Corsica" piuttosto che restare in Italia.
Un altro comune che non arriva a mille abitanti, quello di Filettino (Frosinone), addirittura ha lanciato l’idea di diventare "principato" e, una volta fatto ciò, si passerà a tassare l'acqua presa dalle sue sorgenti. Ad essa si alleano altri Comuni della province di Roma e Frosinone, tutti a rischio, perché "l'unione fa la forza".
In provincia di cuneo, il Comune Marsaglia, (il cui primo cittandino, Franca Biglio, è anche il presidente dell'Anpci), ha dato vita ad una peculiare iniziativa: un manifesto a lutto. In esso, sotto la croce sono indicate due : 1/1/1000 e 13/8/2011 (giorno dell'approvazione del decreto che mette a rischio la vita di 2.000 Comuni). Il manifesto recita: “ Ha concluso la sua missione terrena il Comune di Marsaglia. La Comunità di Marsaglia è a lutto per la prematura scomparsa del Comune soppresso da fuoco ritenuto amico. Ne piangono la triste scomparsa con immenso dolore gli amministratori, i cittadini e gli amici. Le esequie muoveranno venerdì, 26.08.2011, alle ore 14, da piazza Colonna in Roma."La battaglia durerà finché non verrà annullato l'iniquo decreto che ci vorrebbe cancellati dalla faccia della Terra".
Il suddetto manifesto si conclude con un invito: "Non fiori ma unitevi a noi per difendere a oltranza i piccoli Comuni virtuosi".
Buona parte degli esperti sono propensi a dire che la decisione di far scomparire i comuni più piccoli, non producono risparmi sostanziali. Invece, è più probabile che da ciò, potrebbero generarsi disastri territoriali e sociali.
Certo, questo è proprio un bel modo per concludere i 150 anni dell’unità d’Italia.
Rosy Merola
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.