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Prosegue lo stato di mobilitazione delle università del sud

Antonio Aprile
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Prosegue lo stato di mobilitazione delle università del sud
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BARI - Ieri presso l’aula magna Attilio Alto del Politecnico di Bari si è tenuta un’assemblea interateneo incentrata sul futuro dell’Università pubblica. Presenti all’iniziativa studenti, ricercatori, docenti universitari e i rettori dei sei atenei facenti parte della neo costituita Federazione del Sud che comprende, oltre all’Università della Puglia, gli atenei del Molise e della Basilicata. [MORE]
Francesco Leonetti, membro del Crup (Coordinamento ricercatori pugliesi), nella sua relazione ha parlato dei mancati investimenti in materia di ricerca e didattica. Dai dati è emerso che annualmente circa 35 mila laureati sono costretti ad emigrare all’estero e il danno calcolato si aggira attorno ai 26 miliardi di euro. L’Italia risulta penultima, fra i paesi Ocse, per gli investimenti nella ricerca ma si colloca all’ottavo posto per la qualità delle pubblicazioni scientifiche.
Com’era prevedibile, non sono mancate le polemiche. Gaetano Dammacco, docente ed esponente Cisl, ha criticato la reazione tardiva del mondo universitario nei confronti del ddl Gelmini. Alcuni studenti e sindacalisti, invece, hanno chiesto le dimissioni dei rettori, considerati poco incisivi all’interno della Crui (Conferenza dei rettori), dove sarebbe sorta una vera e propria spaccatura fra Sud e Nord. Corrado Petrocelli, rettore dell’Università di Bari, si è soffermato sulle contraddizioni che avrebbero limitato l’unità dell’università senza escludere alcune prese di posizione di docenti e sindacalisti.
L’assemblea si è conclusa con la conferma dello stato di mobilitazione degli atenei contro una politica caratterizzata da tagli indiscriminati che penalizzano l’Università pubblica al punto tale da minare l’assolvimento delle sue funzioni costituzionali.
I rettori ed i vertici delle associazioni sono stati incaricati di redigere un documento da inviare successivamente al ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella lettera sarà richiesto il ritiro del ddl Gelmini e si sottolineerà la necessità di considerare aspetti relativi all’autonomia universitaria, il rapporto fra didattica e ricerca, la figura del ricercatore ed il ruolo del docente.
L’iniziativa, dal titolo “Il futuro dell’Università statale”, è stata organizzata dal Crup e ha visto l’adesione delle seguenti organizzazioni: Adi, Adu, And, Andu, Auri, Cisapuni Confsal, Cisl Università, Cib Unicobas, Cnru, Cnu, Csa-Cisal Università, Flc-Cgil, Link, Rete 29 aprile, RdiB, Snals- Docenti Università, Sun, Udu, Ugl- Universita' e Ricerca, Uil Ur Afam.
Nel frattempo stanno fervendo i preparativi per la mobilitazione del 17 novembre, giornata internazionale dello studente, che vedrà scendere in piazza, anche a Bari, docenti, ricercatori, studenti medi e universitari.

Fonte foto: http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=18374


 


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Scritto da Antonio Aprile

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