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Ricordato don Pasquale Luzzo durante un incontro organizzato dal Masci nella Chiesa del Carmine

Calabria > Catanzaro

LAMEZIA TERME (CZ) 10 GEN   -  Tenere viva nel tempo la memoria di don Pasquale Luzzo, un gigante della Chiesa lametina, che ha alimentato il cammino di fede  nella parrocchia  del Carmine  durante i suoi   43 anni di permanenza fra i fedeli  costituisce  il motivo fondante  del libretto “ Un’opera per le sue opere” ideata dalla Comunità Masci Lamezia Terme 2 “ Don Pasquale Luzzo”, realizzata dallo studioso  Francesco Polopoli e illustrata dal giovane talentuoso fumettista Francesco Longo appartenente agli  scout del gruppo Lamezia 2.

 L’operetta è stata presentata  nella Chiesa del Carmen di Lamezia Terme ( Sambiase)   nel corso di un incontro, organizzato dal Masci e moderato dalla dottoressa Anna Maione, durante il quale si sono avvicendate le testimonianze di  coloro  che hanno avuto modo di incrociare il cammino umano e spirituale di don Pasquale Luzzo, scomparso sei anni fa.

L’incontro è stato arricchito dalla proiezione di  alcuni video che hanno ulteriormente messo in luce  le indelebili  tracce lasciate nel territorio lametino dal sacerdote che ha amato e guidato il suo popolo. Dopo una breve introduzione del parroco della Chiesa del Carmine don Gigi Iuliano, lo studioso Francesco Polopoli  ha illustrato la natura del libretto  e lo spirito con cui è stato composto soffermandosi sul concetto di memoria intesa come ricordo di don Pasquale Luzzo e non come necrologio. « Il ricordare don Pasquale Luzzo, un uomo  dotato di forza d’animo , – ha affermato - stasera è l’occasione per esprimere gratitudine sincera per l’uomo della gratuità quale lui realmente è stato, ma anche la possibilità di farsi alcune domande.  

Che tipo di comunità cristiana siamo e  chi o cosa vogliamo essere. Don Pasquale Luzzo è attesa di nuove prospettive sulle quali riprendere il suo cammino seguendo le sue testimonianze e i valori  trasmessi  a noi» .  Veramente illuminante  è stato il profilo tracciato dal  dirigente scolastico del Liceo “Campanella” Giovanni Martello  secondo il quale don Pasquale Luzzo  è stato «polo di attrazione di tutta la città e  aperto alle tutte le novità  tecnologiche capaci  di attirare i giovani nella Chiesa».

Il dirigente scolastico  ha poi trattato altri aspetti della vita del sacerdote come l’amore per il pallone e la realizzazione  della squadra di calcio del Carmine negli anni ’70,    l’accoglienza delle innovazioni nella chiesa relative alla  celebrazione della Santa Messa con le chitarre. « Usava – ha continuato il dirigente scolastico – tutti gli  accorgimenti  necessari  per non lasciare scappare i giovani  anche se era  intransigente verso quelli che frequentavano la Chiesa non  per fede ma  per motivi estranei ai principi religiosi. Credo sia stato un grande  educatore.  Grande era la sua passione per la montagna, Cervino, Monte Bianco, Pollino,  forse perché lassù gli sembrava di stare più vicino a Dio».  

Molto incisivo l’intervento  dell’ Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria Giuseppe Fiorini Morosini  il quale ha ricordato  la sua esperienza pastorale  a Sambiase, nel ’74 , condivisa  da don Pasquale Luzzo  specie nell’attuazione del  processo di ricristianizzazione della comunutà diocesana che comportava lo scardinamento  della  tradizione   nella  somministrazione dei  sacramenti della Comunione, della Cresima , del Matrimonio. Naturalmente  molte erano  le avversioni verso le nuove forme di cambiamento per la cui concretizzazione era necessario studiare  il territorio ed avere il consenso delle istituzioni civili, politiche e religiose.

L’ affiatamento di Morosini con don Pasquale durò fino a quando l’arcivescovo  non fu trasferito a Paola dopo la sua  elezione  a Superiore Provinciale. La nomina  all’unanimità  di don Pasquale Luzzo a Vicario generale  nella diocesi di Lamezia   dimostrò  il rispetto e le stima di  tutta la chiesa  nei suoi confronti  come ha ricordato il vescovo emerito Luigi  Cantafora che ha definito il sacerdote di Dio «molto silenzioso, per cui lo notava poco, affabile. schietto, sapeva ascoltare in silenzio ed era sapiente , sapeva infondere coraggio e dare speranza».

Il vescovo emerito Cantafora lo ha ricordato  quanto fu  afflitto dalla malattia che gli fece rallentare il ritmo della sua attività pastorale e la  serenità con cui l’affrontò. Qualche giorno prima di morire – ha raccontato il vescovo emerito- don Pasquale Luzzo scoppia a piangere e rivolgendosi a me dice: «Padre voglio dire la verità:  sono stato sempre fedele». A completare la descrizione della  figura di don Pasquale Luzzo l’insegnante Francesca Fiore e l’ingegnere Stella che,  militando nello scoutismo, hanno potuto apprezzare e stimare maggiormente  don Pasquale Luzzo in tutto il suo percorso di vita pastorale e la sua dedizione ai giovani  scout.

Foto: Fiore-Stella-Polopoli-Cantafora-Morosini- Maione

Foto: Pubblico del Carmine

Lina Latelli Nucifero