Riordino delle Province: un opportunita' persa per la classe dirigente calabrese
Catanzaro 2 novembre 2012 - Se la politica, soprattutto quella Catanzarese, è assalita in queste ultime ore da facile entusiasmo per le notizie provenienti da Roma relative al riordino delle Province che vedono Catanzaro inglobare quella di Vibo e Crotone, noi al contrario non ci sentiamo di stappare lo spumante perché in questa vicenda leggiamo la morte della politica Calabrese e della sua classe dirigente.
Laddove ci saremmo, infatti, aspettati un sussulto di orgoglio da parte dei politici Calabresi finalizzato alla valorizzazione e salvaguardia del territorio Regionale, l’ignavia di una classe dirigente sempre più lontana dall’esigenze dei cittadini e dal territorio, ha preso il sopravvento lavandosene “pilatescamente” le mani e rimandando il tutto ai tecnici del Governo nazionale. E fortuna ha voluto che fra i tanti vituperati tecnici ci fosse un certo “Catricalà” che, alla faccia degli intercorsi accordi tra i “clan” del centrodestra e il centrosinistra sia Reggino che Cosentino, ha optato per una scelta “logica” e quindi per l’accorpamento delle Province di Vibo e Crotone a quella di Catanzaro.
Non pervenute, anche questa volta, notizie da parte della Deputazione Catanzarese ormai sempre più vicina ai titoli di coda. Altro che vittoria di Catanzaro e della sua classe dirigente anorma e ininfluente. L’uomo giusto al posto giusto ha per una volta fatto giustizia alla città capoluogo e al suo territorio. Peccato che questa sia l’eccezione alla regola visto che il più delle volte la nostra città elegge al posto giusto gli uomini sbagliati.[MORE]
Giovanni Bianco
Associazione Culturale “Catanzaro in Movimento”
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