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Rosarno in festa con i sindacati per il primo maggio

Redazione
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Rosarno in festa con i sindacati per il primo maggio
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(Apcom) - Un clima di festa e di condivisione, con la banda del paese che suona e intona l'inno di Mameli, i negozi e i bar quasi tutti aperti, i tradizionali 'giganti', grandi sagome di cartapesta colorate, che sfilavano al ritmo frenetico del suono di tamburo e la gente, molta in piazza, altra affacciata ai balconi che salutava i manifestanti. Rosarno, la cittadina della piana di Gioia Tauro, a quattro mesi dai tragici fatti di gennaio, ieri ha colto l'occasione della Festa di tutti i lavoratori per sostenere i principi di legalità, solidarietà e lavoro e dire 'no' al razzismo. Con circa 15mila partecipanti al corteo di Cgil, Cisl e Uil, quasi lo stesso numero degli abitanti del posto, la piccola località del reggino straripava di gente per le strade desiderosa di difendere i valori di 'accoglienza' e 'integrazione'.[MORE] Ma si notava l'assenza proprio dei lavoratori extracomunitari Molti hanno ancora paura, e quei pochi che hanno lasciato i centri di accoglienza dove erano stati trasferiti per sfilare insieme ai rosarnesi si tenevano un pò in disparte. "Hanno tentato di portare alla manifestazione gli immigrati presenti a gennaio, ma la gran parte di questi non è voluto venire per paura", spiega un rappresentante dell'associazione nazionale 'Oltre le frontiere'. In autunno, quando inizia la stagione degli agrumi, molte ragazze e ragazzi di colore intendono, o forse saranno costretti, a tornare. "Torneremo in autunno perchè abbiamo bisogno di lavorare - spiegava un giovane africano di 23 anni - i problemi che abbiamo avuto a Rosarno possono essere superati se la popolazione ci aiuterà. Vogliamo avere rapporti con tutti, chi ha scatenato la rivolta ha sbagliato - ammette - ma è stato un fatto episodico". A prendere la parola di fronte a migliaia di persone per riaffermare i valori di solidarietà, legalità e lavoro, sono stati i tre leader di Cigl, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffele Bonanni e Luigi Angeletti. I tre segretari generali hanno sfilato anche loro nel corteo.
 


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