Sardegna: Regione, si dimette l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda

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CAGLIARI, 30 MAGGIO - Lascia l'assessore regionale dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, president...

CAGLIARI, 30 MAGGIO - Lascia l'assessore regionale dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, presidente del Partito dei Sardi. In una lunga lettera anticipata ai giornali e oggi comparsa sul suo magazine on line "Sardegna e liberta'", il docente universitario spiega al presidente Francesco Pigliaru le ragioni della sua decisione, politiche e personali. "Sono molto stanco", esordisce Maninchedda. "Le leggi e l'attivita' tipica dell'ufficio non consentono periodi di riposo per gli assessori. Ti ringrazio moltissimo per la fiducia che hai riposto in me e non ho niente da rimproverati. Non riesco, pero', a liberarmi anche da un senso di solitudine molto profonda, inestinguibile". 

Dopo aver elencato gli interventi chiave dei tre anni del suo assessorato - Abbanoa, cantieri nelle aree alluvionate e sulle strade sarde, Area - l'assessore aggiunge "alcune ragioni psicologiche e culturali". "Mi sento particolarmente isolato, all'interno della Giunta, nel percepire come straordinariamente dannosa per la Sardegna a crisi dello Stato italiano", scrive il presidente del partito sovranista della coalizione di centrosinistra alla guida della Regione. "E' uno Stato disordinato, violento, immobile, con strutture istituzionale anacronistiche dotate di poteri esorbitanti e interdittivi, che non riesce a produrre ricchezza, che minaccia continuamente le liberta' individuali, che ha rinunciato a investire in educazione, in conoscenza e in solidarieta'". 

"Ho patito profondamente, senza darlo a vedere, la faciloneria con cui in diversi ambienti politici, non solo dei partiti ma anche della Giunta", accusa Maninchedda, "si e' sostenuto che in fin dei conti ero pronto ad accettare piu' o meno tutto da parte dei partiti e dello Stato italiano pur di mantenere il mio ruolo. Cosi', mentre lavoravo con dedizione per dimostrare che i Sardi possono governarsi meglio se si assumono integralmente la responsabilita' del loro autogoverno, vi era chi mi rappresentava come un uomo di potere per il potere. Questa campagna per me calunniosa e' stata ed e' insopportabile Mi spoglio di tutti gli incarichi e le responsabilita' istituzionali. Da domani riprendo servizio nell'universita', leggo, studio, faccio conferenze". 

"Sono certo", sostiene l'assessore dimissionario, rivolto a Pigliaru, "che questo non determinera' alcun problema al prosieguo del tuo governo: il Partito dei sardi e' un partito dalle spalle forti e con un altissimo senso di responsabilita' e penso non ti fara' mancare il sostegno per rilanciare la sfida e mantenere l'impegno preso con gli elettori". 

"Parlaci", esorta Maninchedda, "e sicuramente troverai il modo migliore per sostituirmi. Io staro' lontano mille miglia dal negoziato. Noi abbiamo teorizzato l'indipendentismo di governo perche' sosteniamo che dimostrare di saper fare educhi a far bene e a sapeRsi autogovernare". 

"E' solo una scelta personale: voglio riprendere a vivere con ritmi umani e a insegnare perche' l'educazione e' la base di ogni rivoluzione e io voglio fare una rivoluzione non violenta, pacifica, serena, ma la voglio fare. So di darti un dispiacere, ma la decisione e' presa", scandisce Maninchedda prima di elencare una serie di priorita' per il presidente: "Difendi la Sardegna dall'Anas", e' la prima. Seguono la questione delle centrali Tirso 1 e Tirso ", la progettazione per le piste ciclabili, il piano dei porti, quelli di manutenzione delle dighe e delle case popolare e i bandi Abbanoa. 

 

 

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