Sea Watch, commissione UE richiede "solidarietà concreta" agli Stati

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ROMA, 8 GENNAIO - L'Unione europea continua a lavorare per cercare una soluzione condivisa per il pr...

ROMA, 8 GENNAIO - L'Unione europea continua a lavorare per cercare una soluzione condivisa per il problema dell’accoglienza dei 49 migranti soccorsi da due navi, la Sea Watch 3 e la Sea Eye, che da 18 giorni sono in attesa di un permesso di sbarco in un porto europeo del Mediterraneo.

Riguardo alla questione, ieri nel corso della riunione degli ambasciatori dei 28 stati membri dell’Unione europea ci sono state "discussioni costruttive"; la posizione della Commissione rimane quella che "gli Stati devono ora mostrare solidarietà concreta e le persone a bordo devono essere sbarcate in sicurezza e senza ulteriore ritardo". “Alcuni Stati hanno espresso la volontà di contribuire a questo sforzo comune e ora continuano i contatti". così ha continuato il portavoce del presidente della Commissione Ue.

Intanto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini conferma che "Con gli scafisti e i trafficanti” non ci sarà “nessuna complicità", mentre invece è a lavoro "per diminuire ancora gli sbarchi, agevolare gli arrivi via aereo di chi scappa davvero dalla guerra con i corridoi umanitari e moltiplicare le espulsioni". Stando ai dati del ministero, dal 1° gennaio ad oggi nessun migrante è sbarcato in Italia mentre l’anno scorso nello stesso periodo sono stati 453.

Giungono anche ulteriori notizie dalla nave. "Per il diciottesimo giorno siamo ostaggio in mare dei governi europei. La situazione è tesa ma almeno tutti mangiano di nuovo": è l'ultimo messaggio giunto via Twitter dalla Sea Watch questa mattina, che congiuntamente all’altra nave Sea Eye aveva mandato il seguente messaggio: "proseguiamo i contatti intensi con gli Stati membri".

Intanto i media internazionali si sono raccolti negli uffici di Sea Watch a Berlino, dove è in corso una conferenza stampa. Il dirigente di Sea Eye Gorden Isler ha sottolineato: "È indegno, vergognoso che si tratti sulle singole persone. Si ha l'impressione di un tavolo di poker sui destini della gente". "Leggo che 9 Stati avrebbero dato la disponibilità ad accogliere, ma non basta", ha aggiunto il dirigente Isler.

Federico Ferro

fonte immagine dire.it

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