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Terrorismo, la marcia di Parigi: oltre 3 milioni di persone e numerosi capi di stato

Valle d'Aosta

 PARIGI, 12 GENNAIO 2015 – Circa due milioni di parigini, a cui se ne somma almeno un numero simile proveniente da tutta la Francia, è il bilancio che il ministero dell'Interno francese ha fatto di quello che ha definito “il più grande corteo della storia francese, senza precedenti”; questi i numeri della risposta agli attacchi dei fratelli Cherif e Said Kouachi e di Amedy Coulibaly, che hanno tenuto in ostaggio l'intera Francia per tre terribili giorni. La risposta dei francesi è stata unanime e compatta, solidale, e ad essi si sono aggiunti anche una quarantina di capi di stato da tutto il mondo: Renzi, Poroshenko, Lavrov, Cameron, ad aprire il corteo braccio nel braccio con Abu Mazen e Benjamin Netanyahu, con il plauso dei cittadini parigini dalle finestre. Assente Obama, probabilmente per questioni di sicurezza, ma a rappresentare la Casa Bianca vi era il ministro della giustizia Eric Holder.

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La sicurezza e le polemiche

Manuel Valls aveva garantito la massima sicurezza: “accorrete numerosi, non vi saranno pericoli”; per la giornata, infatti, le misure di sicurezza sono state imponenti: oltre 5mila gli agenti e circa 1300 militari in giro per le strade della capitale. “Oggi Parigi è la capitale del mondo”, ha dichiarato Hollande ai suoi ministri riuniti all'Eliseo. Ma non sono mancate le polemiche: nonostante la presenza di numerosissime personalità straniere, la grande assente in piazza era Marine Le Pen e il Front National, che a oggi rappresenta il 25% degli elettori francesi. Il partito non è stato infatti invitato, e Francois Lamy, incaricato di organizzare la marcia, ha ribadito con fermezza che il movimento di Le Pen “fa parte delle organizzazioni che dividono il paese, stigmatizzano i nostri concittadini musulmani e giocano con la paura”. Le Pen in realtà era a Beaucaire, nel sud della Francia. “Marceremo al fianco del popolo francese e con il popolo francese”, aveva dichiarato, definendo quella di Parigi una marcia “settaria” e “sequestrata dai partiti”.

Riunione dei ministri dell'Interno europei in concomitanza

E mentre in piazza si svolgeva l'evento, i ministri dell'Interno di tutta Europa erano riuniti per fare il punto sulla questione sicurezza, che negli episodi della scorsa settimana ha portato alla luce le proprie falle di fronte alle “cellule isolate” del terrorismo. Secondo il ministro francese Cazeneuve, il primo passo da compiere è quello di “condividere le informazioni su combattenti stranieri ma anche sulle reti e le filiere terroristiche organizzate”. A questo va abbinato un maggiore controllo delle transazioni finanziarie di cui beneficiano i combattenti. Massima allerta anche sulle “cellule dormienti”, come ha espresso Angelino Alfano: “abbiamo in atto monitoraggio di aree e soggetti a rischio, ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta è massima. Non esiste in questo momento un paese a rischio zero; in questo momento in Italia si stanno riunendo i comitati presieduti dai Prefetti per valutare gli obbiettivi sensibili e verificare se ci sono nuove modalità per proteggerli”.

Foto: giornalistitalia.it

Dino Buonaiuto