Torino, Fassino stravince le primarie del centrosinistra

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TORINO, 28 FEBBRAIO - Piero Fassino è ufficialmente il candidato alla poltrona di Sindaco del...

TORINO, 28 FEBBRAIO - Piero Fassino è ufficialmente il candidato alla poltrona di Sindaco della città di Torino. A sancirlo la schiacciante vittoria ottenuta alle primarie del centrosinistra, che gli consegna il 55,28% dei voti.

Una vittoria importantissima quella di Fassino che, da un lato, fa registrare un forte successo dell'istituto stesso dell primarie con oltre 52mila torinesi che si sono presentati, donando 2€, presso le sezioni del Pd, mentre, sul versante politico, apre scenari che sanno di resa dei conti.

L'imposizione di Fassino infatti, sentita dalla classe politica torinese come un'ingerenza della segreteria nazionale nelle questioni locali, aveva richiesto un “chiarimento”. Ossia, dopo l'elegante uscita di scena di quello che sembrava dover essere il naturale successore di Sergio Chiamparino, il rettore del Politecnico Profumo, serviva un segnale forte, un'investitura popolare che desse consistenza alla candidatura dell'ex Ministro della Giustizia.

E, a giudicare dai numeri, sembra che queste primarie abbiano davvero risolto gran parte dei problemi.
Come già detto, il fatto che oltre 52mila torinesi abbiano preso parte alle consultazioni significa che la base del partito apprezza le primarie e ciò, in tempi di disaffezione rispetto alla politica come quelli che viviamo, ciò è sicuramente un aspetto positivo.

In secondo luogo, si sono ristabiliti alcuni importanti equilibri all'interno del centrosinistra piemontese.
Che Fassino avrebbe vinto non era certo in discussione, ma ciò che preoccupava i vertici del Pd era il margine col quale si sarebbe imposto.

Il principale sfidante, Davide Gariglio, in cui si riconosce l'area cattolico-democratica del partito, sembrava infatti poter insidiare Fassino in termini di numero di consensi. Si temeva infatti che una vittoria risicata avrebbe potuto consegnargli un peso specifico forse troppo ingombrante e tale da incidere in maniera forte sull'autonomia di Fassino e dei suoi uomini.

Tutto ciò non si è verificato. Gariglio ha ottenuto solo il 27,39% dei consensi, facendo così cadere tutte le possibili pretese dell'area che a lui fa riferimento.

Queste invece le percentuali degli altri candidati: Gianguido Passoni 12,42%, Michele Curto 4,15% e Silvio Viale 0,75%.

Sono da segnalare in particolare le posizioni dei primi due. Un altro dei nodi da sciogliere era rappresentato infatti dai rapporti fra Passoni e Curto ma sembra che le urne abbiano risolto anche questo problema con una netta affermazione del primo sul secondo.

Ora si apre la fase costruttiva. Dopo la competizione elettorale infatti inizia, o dovrebbe iniziare, la fase della collaborazione, anche se non mancano le voci fuori coro.

L'outsider Vitale ad esempio ha già chiarito che “le primarie sono diventate sempre più un duello interno fra i membri del Pd”, e sicuramente c'è da aspettarsi anche l'ondata di richiamo dovuta allo spostamento degli equilibri precedenti.

Una cosa però è chiara. Fassino, ora candidato ufficiale, è chiamato ad un compito arduo. La giunta Chiamparino ha avuto un consenso comunque largo ma le risposte che Fassino è chiamato a dare sono diverse.

La discesa in campo di un politico di livello nazionale infatti impone al Pd di confrontarsi non solo con le classi medie, ma anche e soprattutto con i giovani, l'area del tessuto sociale italiano e torinese in questo caso che più di tutte manifesta una certa insofferenza nei confronti dei salotti e delle auto blu che l'ex segretario dei Ds rappresenta.

Solo la prossima campagna elettorale, ed il suo esito, ci diranno se l'esperimento delle primarie, partite come strumento per scegliere i candidati a livello nazionale, avranno avuto successo anche nella scelta del Sindaco di una grande città.

Vincenzo Nastasi

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