"Un piano perfetto" di Pascal Chaumeil: c'è Boon, ma non il boom
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"Un piano perfetto" di Pascal Chaumeil: c'è Boon, ma non il boom

martedì 17 settembre, 2013

UN PIANO PERFETTO DI PASCAL CHAUMEIL, LA RECENSIONE - Leggerete "dai produttori di Quasi amici" sui cartelloni e nei trailer, per presentare con tanto di garanzia la squinternata commedia francese Un piano perfetto. Ma le omologie più pertinenti sono con ben altre commediuole demenziali e disimpegnate dalla trama assurda, con qualche lazzo ed una miriade d'improbabili equivoci. Tanto per dirne una, e sempre d'oltralpe, qualcosa come Una top model nel mio letto di Francis Veber. Un piano perfetto di Pascal Chaumeil non è nè davvero romantico, considerando il sadismo della sua protagonista femminile ed i suoi artati twist d'umore, nè fulminantemente comico, specie per uno spettatore italiano, che troverà piuttosto frigide le scene iperdialogate senza nè capo nè coda. Peccato, perchè davvero Dany Boon, protagonista maschile, nel suo genere è qualcosa di più di un abile mestierante. [MORE]

Il piano perfetto è quello di Isabelle (Diane Kruger), che si convince di essere a rischio di scontare la maledizione che affliggerebbe la propria famiglia, ossia quella del fallimento di tutti i primi matrimoni. Prima di sposare il suo decennale fidanzato, arriva il colpo di genio: portare uno sconosciuto all'altare e mollarlo tempestivamente. Poi dovrebbero vivere tutti felice e contenti, tranne il "lui" prescelto, Jean-Yves (Dany Boon), redattore di guide turistiche dai modi piuttosto singolari e dalla sconfinata pazienza. Brutta storia quando si vuol convincere qualcuno a mollarti.

LA CENA DEI CRETINI - Il lungo, tremebondo prologo ad una cena di famiglia, con la dosata disperazione e la calibrata noia dei partecipanti, è indicativo di tanti difetti del film: dalla verbosità (va bene parlar tanto, purchè la sceneggiatura sia di alto livello), all'assenza di veri "capotavola", ossia di personalità in grado di reggere la verve comica del film; dal romanticismo tipo champagne annacquato senza bollicine, alle svolte arrabattate alla peggio, tracannate come uno shottino da un flute. Quando non si è raffinati di idee e di esecuzione, tanto varrebbe sbrigliare la simpatia e le battute, a costo di calcare la mano sui siparietti equivoci come nel recente Come ti spaccio la famiglia. A volte, insomma, meglio le americanate: qui si passa sgradevolmente la sospensione dell'incredulità con i matrimoni lampo, i divorzi lampo, le stramberie di Isabelle sopportate col sorriso da Jean-Yves, le sagomine inutili dei comprimari. Al punto che quando il padre di lei abbozza un predicozzo, non c'è nè credibilità nè umanità, e quando si arriva al gran finale - indovinabile dopo circa 15 minuti - c'è più la perplessità di una pagliacciata che la commozione dello scioglimento.

NEMMENO LONTANAMENTE AMICI - A qualcuno queste manfrine potranno pur piacere - anche se si ribadiscono i dubbi sull'accoglienza da parte del pubblico italiano nei confronti di questa comicità probabilmente calibrata su altre platee, e senza nemmeno il paracadute, anzi, la solida impalcatura di decollo di Quasi amici, visto che lo si tira in ballo nelle pubblicità: film d'altro garbo, d'altra frizzantezza e soprattutto di ben più profondo risvolto empatico (e simpatico). Nel rispetto dei gusti d'ognuno, con buona volontà chi scrive, anzichè demolire tout court, proverebbe anche ad individuare qualche virtù: un discreto ritmo, favorito dai cambi di scenario (dai safari in Kenya, belli salvo che per i leoni digitalizzati, alla Russia con amore, fino all'incantevole Parigi: ma non è merito del regista...), anche se non sempre assecondato dal farraginoso dialogare; un buffonesco Dany Boon che si fa vessare a dovere (insopportabile e sconclusionata la scena dal dentista), scatenando la debita antipatia dello spettatore - anche in maniera un-feminist, come ha scritto un collega dell'Hollywood Reporter - verso Diane Kruger ed il suo prevedibile fidanzatino, che gioca a bowling di lunedì e tromba di venerdì (scusate il francesismo). Prevedibile come tutto il film.

IL TRUFFASPETTATORI - Peccato, perchè per Pascal Chaumeil si tratta di un evidente passo indietro, rispetto al più godibile - e qui, a tratti, fotocopiato - Il truffacuori, dove possiamo chiaramente individuare ben altra armonia tra la coppia protagonista, formata da Romain Duris (di recente in Mood Indigo di Gondry: hai capito il livello?) e soprattutto Vanessa Paradis, assai meno glaciale della Kruger.

Grossolano e scontato, Un piano perfetto di Pascal Chaumeil potrà al massimo provare a giocare, ed imperfettamente, la carta dell'intrattenimento "e basta", probabilmente perdendo: certo, quella della qualità, nonostante Dany Boon sia un asso, è già ampiamente bruciata.

USCITA CINEMA: 19/09/2013
GENERE: Commedia, Avventura
REGIA: Pascal Chaumeil
SCENEGGIATURA: Laurent Zeitoun, Yohan Gromb
ATTORI: Dany Boon, Diane Kruger, Robert Plagnol, Alice Pol, Jonathan Cohen, Bernadette Le Sache', Etienne Chicot, Laure Calamy, Malonn Lévana, Olivier Claverie, Jean Yves Chilot, Muriel Solvay
PRODUZIONE: Quad Productions, TF1 Films Production, Scope Pictures
DISTRIBUZIONE: Medusa Film
PAESE: Francia 2012
DURATA: 104 Min


(in alto a sinistra: un dettaglio del poster francese)

Antonio Maiorino
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