ROMA, 23 novembre 2011. - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha pubblicato il libro "Una e indivisibile", dedicato ai "150 anni della nostra Italia". Edito da Rizzoli, il libro narra di come l’Italia sia divenuta nazione grazie a uomini come Cavour e Garibaldi, quindi riflette il pensiero del Presidente in ordine alle celebrazioni svoltesi in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. [MORE]
"L'aver fatto leva - scrive il Capo dello Stato nella prefazione al volume - sull'occasione del Centocinquantenario, l'aver puntato su celebrazioni condivise, è stato dunque giusto e ha pagato. Non bastava però lanciare un appello generico: occorreva richiamare in modo argomentato fatti storici ed esperienze, fare i conti con interrogativi e anche con luoghi comuni, favorire quella che non esito a chiamare una riappropriazione diffusa, da parte degli italiani, del filo conduttore del loro divenire storico, del loro avanzare - tra ostacoli e difficoltà, cadute e riabilitazioni, battute d'arresto e balzi in avanti - come società e come Stato nei secoli XIX e XX. Gli interventi che ho svolto, nel succedersi delle iniziative per il Centocinquantenario, hanno segnato i momenti e i contenuti dello sforzo compiuto: spero che il leggerli, raccolti in volume, ne renda il senso complessivo, lo sviluppo coerente".
Nel libro il Presidente della Repubblica rammenta infatti la grande partecipazione popolare cha ha accompagnato le celebrazioni, con tantissime iniziative promosse da scuole, associazioni, istituzioni. Secondo il Presidente della Repubblica, tutto ciò è espressione della volontà degli italiani di “stare insieme come nazione”, in un Italia appunto “Una e Indivisibile” , perché spiega ancora il Capo dello Stato “Non ci porti fuori strada l'impressione che appena dopo aver finito di celebrare il Centocinquantenario in un clima festoso e riflessivo, aperto e solidale, si sia ritornati alle abituali contrapposizioni, alle incomunicabilità, alle estreme partigianerie della politica quotidiana. Quel lievito di nuova consapevolezza e responsabilità condivisa che ha fatto crescere le celebrazioni del Centocinquantenario continuerà a operare sotto la superficie delle chiusure e rissosità distruttive, e non favorirà i seminatori di divisione, gli avversari di quel cambiamento di cui l'Italia e gli italiani hanno bisogno per superare le ardue prove di oggi e di domani".
Secondo il Presidente Napolitano è sulla scorta dei sacrifici degli uomini di ieri che occorre allora confidare nel prossimo futuro, pur consapevoli delle sfide che ci attendono, perché nelle ragioni del movimento di unificazione dell'Italia risiedono e si tramandano le risorse di coesione e fiducia che servono al Paese.
SAVERIO CARISTO
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