Vasto, la neurologa di Eleonora Gizzi a Infooggi: "Desiderava un'esistenza diversa"

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VASTO (CH), 30 AGOSTO 2014 – Dopo il riconoscimento del DNA e la conferma che, il corpo rinven...

VASTO (CH), 30 AGOSTO 2014 – Dopo il riconoscimento del DNA e la conferma che, il corpo rinvenuto in via Salce a Vasto (CH), apparteneva a Eleonora Gizzi, restano ora da identificare le cause del decesso e, soprattutto, le motivazioni che hanno spinto l’insegnante 34enne a compiere il suo gesto.

La dottoressa Mafalda Cipulli, neurologa presso l’ASL di Lanciano e Vasto, la prima ad ipotizzare il luogo in cui Eleonora poteva trovarsi, ha espresso la sua opinione sulla vicenda al giornale Infooggi. Alla base della questione, c’è il tentativo di capire se Eleonora fosse in grado di intendere e di volere e se la scelta di vivere in quelle condizioni fu intenzionale e già premeditata.

“Sono convinta che Eleonora Gizzi viveva in uno stato alterato di coscienza”: le parole della neurologa Mafalda Cipulli a Infooggi

‹‹Sostanzialmente sono convinta che Eleonora Gizzi vivesse in uno stato alterato di coscienza. Come dire, in un mondo tutto suo che impediva di penetrare a chiunque›› spiega la dottoressa Cipulli sulla possibilità che l’insegnante vivesse in uno stato confusionale e che, di conseguenza, abbia visto negli uomini che la cercavano come dei nemici, piuttosto che degli aiutanti, nascondendosi nei luoghi limitrofi alla zona in cui è stata ritrovata, ‹‹ovviamente lei non voleva essere trovata›› aggiunge la dottoressa ‹‹altrimenti avrebbe comunicato in primis con il padre››.

Eleonora Gizzi, negli ultimi giorni ha vissuto un'esistenza al limite: “aveva un carattere forte e fragile. Desiderava una vita diversa”

Eleonora ha vissuto gli ultimi giorni al limite: abitava sotto un ponte a 2km da casa e non ha mai cercato aiuto. È plausibile pensare al suicidio? ‹‹Sì, ho avuto la percezione fin dal primo incontro che lei avesse una predeterminazione al limitare o al delimitare della sua vita. Come dire se io non riesco a fare questo è inutile vivere›› spiega la neurologa e aggiunge ‹‹aveva un carattere forte e nello stesso tempo fragile, tuttavia la sua forza le ha permesso di vivere e lasciarsi andare senza paura e senza timore alcuno. Al buio, al freddo e alla fame, lei riusciva ad annullare i suoi bisogni››.

Eleonora amava il ponte e il mare, come la dottoressa aveva già specificato agli inquirenti, ma era plausibile pensare che volesse una vita itinerante, vivere all’avventura ogni giorno, abbandonando la routine che l’angosciava? ‹‹Non penso che lei desiderasse una vita in itinere. Assolutamente, per quello che mi ha mostrato. Ma che lei risponde nella vita alla legge, del tutto o del nulla, sì: nel senso che lei desiderava un’esistenza diversa, altrimenti niente››.

Erica Benedettelli

[immagine da chietitoday.it]

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