Virginia Njuguna: partita da Torino, scomparsa a Parigi. È giallo

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TORINO, 09 AGOSTO 2013 - Virginia Njuguna, quarantatreenne originaria del Kenya, è scomparsa da due settimane. La donna, che da un paio d'anni collaborava con Terra Madre, era solita viaggiare ed in data 21 Luglio è partita da Torino per raggiungere l'aeroporto di Milano Maplensa, da lì ha preso un volo per Bruxelles.

Dopo aver trascorso due giorni in Beglio, il 23 Luglio la donna ha preso un aereo per Parigi. Da qui, sarebbe dovuta rientrare nel capoluogo piemontese il giorno successivo, tramite un treno Tgv . Le tracce di Virginia Njuguna si perdono, però, nella capitale francese.

A denunciare la scomparsa della quarantatreenne è stata la figlia, Kathleen, che ha spiegato: «Mia madre viaggia sovente, mi ha detto che andava a Bruxelles per Terra Madre. Ci siamo sentite e abbiamo mandato messaggi fino al giorno 23, poi non ho più avuto notizie».

L'avvocato Delaurenti, che conosce bene Virginia Njuguna, ha affermato, riguardo alla donna: «E’ una persona solare, equilibrata, seria, non è da lei sparire in questo modo». La quarantatreenne ha sempre lavorato come operaia dal 1998, anno in cui arrivò in Italia. Da qualche tempo aveva poi aperto un bar nella cittadina di Ukunda, nei pressi di Mombasa, in Kenya. Avrebbe dunque iniziato a collaborare con Terra Madre grazie alla conoscenza della cucina e dell'agricoltura locale.

Dai messaggi inviati alla figlia ed in base alle celle telefoniche agganciate dal cellulare di Virginia Njuguna, emerge che gli spostamenti sono avvenuti come previsto fino alla città di Parigi, poi la donna è scomparsa nel nulla.

Kathleen ha raccontato: «Mi aveva scritto che sarebbe arrivata a casa alle 20.30 del 24 Luglio. Quando ha tardato ho incominciato a chiamare. Il telefono squillava a vuoto, avrò fatto almeno dieci chiamate. Ho anche mandato molti messaggi, sono sicura che siano stati letti perché c’era l’avviso di ricezione».

La figlia di Virginia Njuguna ha provato a chiamarla nuovamente intorno alla mezzanotte: «Il telefono ha squillato tre o quattro volte, poi qualcuno ha riattaccato. Da quel momento, non ho più trovato il cellulare acceso».

La ragazza ha fatto sapere che circa dodici ore prima, aveva ricevuto una telefonata da un cellulare con prefisso turco: «Ho pensato a un errore, non ho dato peso all’episodio, ma adesso tutto potrebbe servire per capire che cosa è accaduto a mia madre».

Per il momento non è chiaro cosa possa essere accaduto a Virginia Njuguna, ma in base alle dinamiche, potrebbe trattarsi di un rapimento, o ancora, è possibile che la donna abbia tentato di fuggire da qualcosa o da qualcuno. Per far luce sulla vicenda, sarà necessario partire dalla ricostruzione del suo soggiorno a Bruxelles.

Come collaborare alle ricerche:
-E' opportuno diffondere le immagini di Virginia Njuguna tramite i propri profili sociali. E' consigliabile informare i propri contatti esteri (principalmente persone che si trovano in Francia, Belgio e Turchia).
-In caso di viaggio in Europa, è consigliabile stampare e portare con sé alcuni volantini con le immagini di Virginia Njuguna e con il numero delle forze dell'ordine (indicare prefisso +39). Chiedere alle autorità aeroportuali o ferroviarie il permesso di affiggere i volantini. Potrebbe rivelarsi utile informare i negozianti dell'area aeroportuale o ferroviaria e nelle vicinanze.

Qualora si venisse a conoscenza di informazioni utili, o in caso di avvistamento, allertare immediatamente le autorità.

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(Foto da Facebook.com)

Alessia Malachiti

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