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Wolf ed il suo flusso elettronico: intervista agli Amycanbe

Lazio

VITERBO, 05 MAGGIO 2015 - Loro sono glii Amycanbe ed il loro terzo album si intitola WOLF, ma l'artwork della copertina lancia una bivalenza nel nome di questo interessante lavoro discografico: la L e F, infatti, sono ruotate e lasciano leggere a specchio FLOW. Questa ambivalenza si manifesta anche nell'anima del disco in cui si rimane affascinati da ogni brano mentre si scorre traccia per traccia tra la discrezione dei suoi ritmi elettronici, le atmosfere rarefatte ed il cantato lieve ed etereo. Finendo per lasciarsi ammaliare dal lavoro nel suo complesso. Ad alcune nostre curiosità sul quartetto di Cervia e su WOLF risponde Mattia Mercuriali (basso e chitarre).
Buona lettura!

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Raccontateci un po' la storia degli Amycanbe.
Siamo nati ormai 10 anni fa (come passa il tempo mannaggia...) prima in 2 chitarre, senza cantante, poi con voce. Poi 4, 5 coi fiati e seconda chitarra, e ora siamo tornati a essere in 4 con strumentazione diversa, molte più tastiere e drum machine...
Abbiamo fatto molti concerti sia in Italia che all'estero, specie in Uk. Suonando continuiamo a divertirci tanto e speriiamo di riuscire a farlo sempre di più!

A questo punto della carriera siete riusciti a confezionare un album importante come Wolf. Qual è il significato del titolo – Wolf o Flow? – e com'è nato questo vostro lavoro?
E' già importante? ahah mi fa piacere...
Il significato di questo disco è per noi la "potenza" dell’ostinazione che potrebbe sembrare a volte insensata, lasciar "fluire" le cose ma allo stesso tempo incanalarle ed aggredirle con la ferocia del lupo.
E' nato in un momento difficile della band, alcuni se ne sono andati, altri sono “emigrati”. Insomma spesso ci siamo ritrovati in 2 a comporre pezzi su un portatile immaginando (non senza dubbi) come poi sarebbero potuti rivivere su un palco. Altre volte suonando strumenti come chitarra e batteria e ri-arrangiando a ritroso.
Tutto questo in un arco di quasi 4 anni. Per la prima volta abbiamo avuto anche la “libertà” di scartare alcuni brani e idee poiché non erano sulle corde di questo album, ma anche questi troveranno al loro strada molto presto.


Sempre a proposito di Wolf, secondo voi cosa lo caratterizza rispetto agli album precedenti?
Sicuramente le sonorità più elettroniche e gli arrangiamenti vocali ricchissimi...


Sin dall'inizio della vostra carriera avete avuto una forte impronta internazionale, è stato uno sviluppo naturale o avete intenzionalmente scelto questa direzione?
E' stata una cosa piuttosto naturale sia nel voler cantare in Inglese (Francesca cantava già in inglese e non ha mai cantato in italiano), sia nella "scelta" (che scelta non è stata poichè non abbiamo avuto alternative appetitose) di far uscire il primo album in Inghilterra...

Quanto hanno influito nella vostra crescita artistica i musicisti e i produttori che avete incontrato nel vostro cammino?
Alcune persone hanno influito così tanto al punto di unirsi a noi nel suonare dal vivo come ha fatto Matta, produttore degli ultimi 2 album.
Altri, anche se meno vicini a noi (in senso logistico... Penso a Plati o Thaler) ci hanno insegnato tanto e saremo molto grati a tutti per sempre.

Dopo l'uscita del terzo album, avete già in cantiere qualcosa per il prossimo futuro?
Si, abbiamo in mente un'idea forse un po' matta, ma al momento è troppo presto per parlarne... Si tratta comunque di registrare nuovi brani ma in maniera meno convenzionale, sicuramente per adesso pensiamo a suonare in giro il più possibile!

Salutate i lettori di GrooveOn consigliandogli tre album che voi considerate fondamentali?
Oh bene! Io considero fondamentali... difficile... solo 3?! siam sicuri?
Ci provo ma appena avrò inviato la risposta so già che mi pentirò e me ne verranno in mente altri 100!
Lucio Battisti - Amore e non amore
dEUS - The Ideal Crash
Sonic Youth - Sister

 

 

Federico Laratta

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