CAGLIARI, 4 NOVEMBRE 2012 – L’undicesima giornata della Serie A ha visto la Juventus capitolare contro l’Inter e perdere un’imbattibilità che durava da ben 49 gare consecutive. I campioni d’Italia erano passati in vantaggio dopo appena venti secondi di gioco con un goal viziato da un evidente fuorigioco di Asamoah, ma nella ripresa i nerazzurri hanno ribaltato il risultato e sono così i primi ospiti a vincere nello Juventus Stadium. Il distacco tra prima e seconda in classifica si riduce a un solo punto e la lotta per lo scudetto è apertissima. Il terzo posto è del Napoli, beffato dal Torino che ha raggiunto il pari al 90°. Segue la Fiorentina, che rifila un poker al Cagliari; la Lazio resta ferma a 19 punti dopo la rotonda sconfitta subita a Catania. La Roma segna a raffica e si aggiudica il posticipo contro il Palermo; il Milan scaccia la crisi realizzando ben cinque reti contro il Chievo; vincono anche Siena, Atalanta e Pescara. Pareggio tra Bologna e Udinese.
Il derby d’Italia comincia col botto e i bianconeri vanno in vantaggio dopo pochi secondi grazie a una rete di Vidal, che posizionato sul secondo palo insacca su assist di Asamoah; il ganese però si trovava in clamorosa posizione di fuorigioco al momento del passaggio di Vucinic. Dopo lo svantaggio l’Inter appare un po’ disorientata e intanto Vucinic e Marchisio sfiorano il raddoppio. Al decimo minuto i nerazzurri sprecano due chance con Cambiasso, mentre al 12° si vedono annullare un goal per fuorigioco millimetrico di Palacio su punizione ancora di Cambiasso. Al 20° Cassano calcia a giro dal limite dell’area, la traiettoria è insidiosa, ma la palla esce di poco. La squadra di Stramaccioni si fa sempre più pressante nella metà campo avversaria e Bonucci è costretto a fare gli straordinari in difesa. Lichtsteiner commette un duro fallo su Cambiasso al 30° e viene ammonito; quattro minuti più tardi lo svizzero si rende ancora protagonista in negativo, stavolta con un pesante intervento ai danni di Palacio. Inutili le proteste dell’Inter, Tagliavento lascia correre e grazia il centrocampista juventino che avrebbe meritato il cartellino rosso; onde evitare ulteriori rischi, il mister bianconero sostituisce Lichtsteiner con Caceres ancor prima dell’intervallo. La Juventus chiude in attacco, ma Asamoah, Giovinco e Vidal non cambiano il risultato. La prima occasione della ripresa è ancora per i padroni di casa, ma Handanovic è pronto sul tiro da 25 metri di Bonucci. Palacio ha due buone opportunità, però non riesce a inquadrare la porta; ma il pareggio è vicino, infatti al 58° Marchisio trattiene Milito in area ed è rigore per i nerazzurri. È proprio l’argentino a trasformare il penalty con una conclusione potente sulla quale Buffon non può nulla. Giovinco impensierisce la retroguardia interista, Ranocchia e Samuel intervengono decisi in area, ma Tagliavento non concede il rigore tra le polemiche degli juventini. Mentre Bendtner e Marchisio si dimostrano imprecisi, Caceres si supera in chiusura su Cambiasso; nel frattempo Stramaccioni sostituisce Cassano con Guarin. Sarà proprio il nuovo entrato a partire in contropiede e a scaricare un missile diretto verso la porta avversaria; il numero uno bianconero respinge, ma arriva il Principe e firma il sorpasso, 1-2 per l’Inter al 75°. I campioni d’Italia tentano il tutto per tutto pur di cambiare le sorti della gara, ma l’Inter si difende bene; Bendtner e Quagliarella hanno due occasioni d’oro, ma all’89° Palacio chiude i conti dopo il gran contropiede di Nagatomo. Nonostante gli errori arbitrali e la lunga imbattibilità bianconera, i nerazzurri stravincono a Torino e volano verso la vetta della classifica.[MORE]
Dopo appena sei minuti di gioco Cavani sblocca il risultato e porta il Napoli in vantaggio sul Torino. Hamsik crossa dalla destra, Gillet è impreciso sulla respinta e il Matador spedisce la sfera in rete. I partenopei falliscono il raddoppio prima con Hamsik e poi con Pandev; intanto le ripartenze granata minacciano De Sanctis, che si salva sul tiro di Bianchi. Ancora pericolosi i padroni di casa con Dzemaili e Cavani, che non inquadrano la porta. Nella seconda frazione di gioco entrambe le squadre si dimostrano imprecise sotto porta e al 63° Sgrigna calcia malissimo su ottimo suggerimento di Vives. I granata conquistano una serie di calci d’angolo, ma Cavani è reattivo anche in difesa e allontana ogni pallone avversario. All’84° Insigne serve Hamsik, che sbaglia a porta vuota. Al 91° sono due nuovi entrati a cambiare l’esito della partita; Aronica perde palla in difesa, Sansone è bravo a partire in contropiede e a battere il portiere napoletano.
La Fiorentina vince in casa contro il Cagliari, che sognava la quinta vittoria consecutiva dopo gli ottimi risultati delle ultime quattro giornate. In avvio Cossu e Jovetic sbagliano un goal per parte, ma al 14° ci pensa Rodriguez a firmare la prima rete dell’incontro, segnando di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Entrambe le squadre creano gioco e al 42° i rossoblù pareggiano con Casarin; inizialmente l’arbitro annulla la rete per fuorigioco di Cossu, ma il guardalinee segnala all’arbitro la deviazione decisiva di Roncaglia e la posizione non influente dell’attaccante sardo. Si va al riposo sull’1-1, ma al 50° della ripresa Borja Valero dalla bandierina pesca Jovetic solo in area e il montenegrino porta la Viola in vantaggio. Entra in campo Pinilla, ma è Cossu ad andare ancora vicino al pareggio, però Tomovic salva sulla linea. Al 53° i toscani prendono il largo grazie alla terza rete firmata da Luca Toni, che trafigge Agazzi deviando a pochi passi dalla porta il cross del numero 8 della Fiorentina. El Hamdaoui e Cuadrado sono i più pericolosi, ed è proprio il colombiano a chiudere i giochi all’85° con un gran pallonetto che scavalca Agazzi e Astori e finisce in fondo alla rete.
Al Massimino il Catania rifila quattro goal a una Lazio irriconoscibile. A inizio gara Rocchi sfiora il palo, ma al 9° minuto Gomez scarta Biava, trafigge Bizzarri e sigla la prima marcatura etnea. Al 25° Lodi raddoppia su rigore; Dias pochi istanti prima aveva deviato col braccio un cross di Izco. Quattro minuti più tardi Gomez insacca il terzo pallone, prontamente ribattuto fuori dalla porta da un calciatore laziale; per questo sono stati necessari alcuni momenti di attesa prima che l’arbitro di linea confermasse la validità del goal. Al 35° fiammata della Lazio con Candreva, ma Andujar si salva in corner. Nella ripresa Dias e soprattutto Mauri cercano la porta, ma al 70° i padroni di casa dilagano con la quarta rete, firmata da Barrientos. Occasioni finali per Lodi, Candreva e Castro, che però non cambiano il risultato del match.
A una settimana dal derby della Capitale, la Roma si ricarica rifilando una goleada al Palermo. I giallorossi si propongono subito in avanti e all’11° il capitano realizza di testa il goal del vantaggio; Piris crossa in area, Totti colpisce di testa, ma il portiere respinge, il numero dieci ci riprova e stavolta trafigge Ujkani. Tra i rosanero il più pericoloso è Miccoli, che cerca in più occasioni la porta difesa dal greco Goicoechea; al 30° però, Osvaldo raddoppia approfittando dell’errore difensivo palermitano. L’uscita del portiere viene infatti disturbata dal difensore Muñoz, così la punta italoargentina è libera di concludere a rete. La Roma è spumeggiante, le finezze di Totti, Osvaldo e Lamela accendono l’Olimpico, mentre il Palermo non si vede in campo. Nel secondo tempo ancora grandi opportunità non sfruttate da Burdisso, Osvaldo e Balzaretti, mentre sul fronte opposto ci prova solamente il solito Miccoli. Al 69° Lamela cala il tris mandando in porta un cross di Tachsidis, lanciato da un ispiratissimo Francesco Totti. Dieci minuti più tardi Mattia Destro firma la sua prima rete in giallorosso; l’attaccante festeggia togliendosi la maglia e si becca il secondo giallo in pochi minuti; un’espulsione davvero ingenua, che gli costerà il derby. All’85° arriva il goal della bandiera rosanero con Ilicic. Un po’ di serenità per la Roma, mentre non c’è pace per il Palermo di Gasperini.
Il Milan fa centro ben cinque volte contro il Chievo e allontana la crisi con una vittoria che dà fiducia ai rossoneri in vista della sfida contro il Malaga. I padroni di casa sprecano in avvio, ma al 16° ci pensa Emanuelson a firmare il vantaggio con il primo goal in campionato. Appena 120 secondi più tardi Pellissier realizza il pareggio, trasformando in goal il calcio d’angolo battuto da Luciano. Al 37° Montolivo aggiunge il suo nome sul taccuino dei marcatori grazie a un gran tiro dalla distanza al termine di una bella azione milanista. Per il Chievo è Thereau a mancare l’appuntamento con il goal, calciando in diverse occasioni addosso ad Abbiati. Intanto al 41° Bojan realizza la prima rete con la maglia del Milan, anche se la sua conclusione da fuori viene deviata da un avversario. Nella seconda frazione di gioco Ambrosini, Pazzini ed El Shaarawy dimostrano che i rossoneri hanno ancora fame; al 76° è proprio il Faraone a portare i padroni di casa sul 4-1, deviando da pochi passi l’assist di Abate. C’è tempo anche per la rete di Pazzini, che al 92° insacca su suggerimento di El Sharaawy.
Il Pescara vince in casa contro il Parma e salva la panchina di Stroppa. La prima chance dell’incontro è per Capuano, che spedisce il pallone sopra la traversa; tra i ducali si rende pericoloso Pabon. Al 49° del secondo tempo arriva il primo goal in Serie A di Abbruscato con un sinistro potentissimo. Pochi minuti dopo Perin salva il risultato con un grande intervento sul tiro di Lucarelli. Al 72° Rosi sfiora il palo e anche il pareggio, mentre dopo pochi secondi è Weiss ad andare vicino al raddoppio. Sul finale due ghiotte occasioni per Musacci, ma il portiere ci mette una pezza. Al 94° Quintero lancia il contropiede abruzzese e Weiss non spreca la palla che gli regala la sua terza marcatura stagionale.
L’Atalanta affonda la Samp al Marassi e a nulla vale l’eurogol di Maresca. Bonaventura porta subito in vantaggio gli ospiti calciando al volo sua palla servitagli da Raimondi. Si susseguono occasioni per entrambe le squadre; prima il palo di Denis e il sinistro di Bonaventura per gli orobici, poi il destro di Maxi Lopez e la traversa di Maresca. Al 32°viene annullato un goal a Denis, anche se sembrava in posizione regolare e non in offside. Al 52° Maresca estrae dal cilindro una rovesciata da cineteca e insacca nell’angolino un pallone proveniente dal corner. Al 75° l’Atalanta ritorna avanti grazie a De Luca, appena subentrato a Bonaventura. Nel finale Consigli e Stendardo salvano la porta nerazzurra dalle incursioni di Eder e Icardi.
La sponda rossoblù del calcio genoano non attraversa un momento migliore rispetto a quello vissuto dai cugini blucerchiati, vista la sconfitta di misura subita in casa del Siena. Nel primo tempo si registrano alcune occasioni per parte, anche se le squadre sono tese e per evitare di subire goal scelgono di non scoprirsi troppo. Al 30° viene giustamente annullata una rete a Paci per fuorigioco. In avvio di ripresa è lo stesso Paci a firmare il vantaggio senese, il difensore bianconero corregge di testa il corner di Valiani. Al 70° Pegolo anticipa bene Said e sfuma così un’occasionissima per il Genoa, davvero incapace di creare azioni offensive effettivamente pericolose.
Sono i due capitani a decidere la sfida tra Bologna e Udinese, conclusasi sull’1-1. Nel primo tempo la gara è equilibrata, ma le squadre non hanno occasioni concrete e le due porte rimangono involate. Dopo appena 18 secondi del secondo tempo Diamanti, tutto solo in area, manda in rete la palla del 1-0 su assist di Gabbiadini. I rossoblù si sbloccano e riescono a costruire gioco con maggior facilità, invece i friulani impensieriscono raramente Agliardi. Il pareggio dei bianconeri arriva un po’ a sorpresa al 74°, quando Di Natale è pronto a sfruttare un rimpallo spedendolo di prima in fondo alla rete.
Vanna Chessa
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