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Battaglia finale Champions: Man Utd vs Barcellona

Antonio Mileo
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Battaglia finale Champions: Man Utd vs Barcellona
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NAPOLI, sabato 28 maggio 2011 - Si preannuncia bruciante la sfida di questa sera, la sfida dell’anno: al nuovo stadio di Wembley attaccheranno battaglia il Manchester Utd di Rooney e il Barcellona di Messi, con gli Inglesi che dovranno riprodurre le manovre rapide e determinate, micidiali, che hanno sfoggiato nella fase finale di questa stagione, per cercare di strappare, se non la palla, di certo la coppa ai rivali Spagnoli. L’appuntamento per noi Italiani, fuori da questa sfida, è purtroppo soltanto in tivù, su rai1 alle h. 20.45. [MORE]
TRA PASSATO E PRESENTE
Sul prato di Wembley si addenseranno le stelle più luccicanti degli ultimi anni: Messi, Xavi, Iniesta, Puyol, Villa, Pique da una parte del campo, dall’altra Rooney, Giggs, Ferdinand, Valencia, Nani, Hernandez. Dalle panchine si contempleranno, per poi cercare di annientarsi, i tecnici Guardiola e Ferguson, tra i più vincenti e convincenti dell’ultimo decennio.
Non conterà stasera quello che successe esattamente due anni fa (era il 27 maggio 2009) proprio tra queste due squadre, quando la “pulce” Messi sconfisse il “gigante” Ronaldo: parola di coach Ferguson, la finale di questa sera racchiuderà in se stessa una nuova storia e la sua chiave di lettura sarà la concentrazione. I Red Devils non staranno, dunque, certamente ripensando alla sfida persa due anni fa, quando questa sera varcheranno la soglia del tempio di Wembley.


LE STRATEGIE DELLA VITTORIA
Si staranno logorando col pensiero, invece, sicuramente Sir Alex Ferguson e Pep Guardiola per capire come intrappolare le ali della dea Vittoria, non appena si sarà posata dalla parte favorevole del campo, questa sera, prima che possa volare via di nuovo. E’ il match della squadra con la miglior difesa (il Man Utd, 4 goal subiti) contro quella con il migliore attacco (il Barça, 27 fatti): non è assolutamente un caso che queste due corazzate siano arrivate finale. Il sapiente ct scozzese dovrà certamente creare una gabbia attorno a Messi, il più pericoloso dell’attacco catalano, ma non potrà tralasciare di spezzare il gioco blaugrana: probabilmente a Park andrà il compito – davvero difficilissimo - di frapporsi ai fitti e corti passaggi degli spagnoli, tenendo unito il centrocampo e l’attacco del Manchester. Se gli Inglesi, oltre a sfruttare il fattore campo (l’aria di casa ha sempre risvegliato forze incredibili ai paladini della regina), sapranno restare uniti nella fase di non possesso e se sapranno ripartire veloci, potranno forse sorprendere il colosso spagnolo. Il Barcellona, dal canto suo, riproporrà quella trama di gioco che l’ha reso giustamente famoso, suscitando elogi e ammirazione da tutto il globo calcistico: passaggi numerosi e soprattutto brevissimi, che mostrano una tecnica sopraffina ma che nascondono la grande forza fisica dei piccoletti del Barca: Xavi, Iniesta, Busquets, Messi corrono infatti tantissimo durante la gara per essere sempre vicini tra loro, assicurandosi così il possesso palla per l’intera partita. Perché è praticamente impossibile che giocatori della loro tecnica possano sbagliare passaggi a una distanza di 50 cm. Se, poi, anche il palleggio assiduo e ubriacante dei catalani dovesse rivelarsi, stasera, per qualche sortilegio, insolitamente sterile, Messi ha dimostrato contro il Real dell’assente Mourinho di poter scardinare qualunque meccanismo difensivo e difensivista.


LE PAROLE DEI GLADIATORI
Sul sito del Manchester si leggono le dichiarazioni dei protagonisti della battaglia sportiva di questa sera: Il Boss ritiene che questa potrebbe essere la finale più bella degli ultimi dieci anni; Rooney nutre fiducia nelle capacità realizzative del suo partner d’attacco, Hernandez; Carrick si fa portavoce del gruppo e dichiara che la squadra è pronta; Nani invita i suoi alla calma.
Dall’accampamento opposto Guardiola è smanioso di mostrare l’incantevole gioco del suo Barça al mondo intero; Puyol ricorda che questa è la sua terza finale di Champions in appena sei anni e afferma di sentirsi in perfette condizioni fisiche; al portiere Valdes sembra invece di vivere un sogno.
Un sogno che non possiamo permetterci di perdere nemmeno noi Italiani, sebbene possiamo guardarlo soltanto da casa, in tivù, senza poter vivere direttamente, da protagonisti, l’emozione di essere sconfitti o vincenti, questa sera a Wembley. (Antonio Mileo)
 

(foto dalla rete)


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Scritto da Antonio Mileo

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